Salvi contro Dal Pozzo: la nuova giunta snobba le donne

16 Giugno 2015

GUARDIAGRELE. Il gruppo consiliare " Progetto per Guardiagrele ", relegato all'opposizione dal recente risultato elettorale, entra subito nel suo nuovo ruolo e contesta le assegnazioni delle deleghe...

GUARDIAGRELE. Il gruppo consiliare " Progetto per Guardiagrele ", relegato all'opposizione dal recente risultato elettorale, entra subito nel suo nuovo ruolo e contesta le assegnazioni delle deleghe ai nuovi assessori comunali, effettuate dal neo sindaco Simone Dal Pozzo. Secondo il gruppo di centro destra, guidato dall'ex assessore Donatello Di Prinzio, la scelta operata da Dal Pozzo, snobba i giovani e le donne che, escono fortemente ridimensionati dalla distribuzione degli assessorati. La giunta» osserva Progetto per Guardiagrele in una nota «è fortemente sbilanciata in favore di Gianluca Primavera ( Rc ) , che ha fatto il pieno delle deleghe più importanti: lavori pubblici, patrimonio, polizia municipale, viabilità, edilizia scolastica e molto altro. Evidentemente» aggiunge il gruppo di centrodestra «perchè ha portato all'incasso una cambiale pre elettorale. Non si spiega altrimenti l'enorme peso che gli è stato attribuito con tante deleghe e la nomina di vice sindaco». Progetto per Guardiagrele si domanda poi, perché al neo asessore Inka Zulli, nota per le sue battaglie ambientaliste, non è stata affidata la delega all'ambiente o, come imprenditrice, quella alle aree produttive. «Probabilmente» aggiunge il gruppo di centrodestra «si è preferito non dare troppo potere ad un assessore ritenuto "scomodo"». Strana è poi, per il gruppo dell'ex sindaco Salvi, la mancata assegnazione della delega alla cultura ad un giovane accademico, scrittore e filosofo come Piergiorgio Della Pelle, come pure, l'assegnazione di deleghe come l'urbanistica o i lavori pubblici a Nevio Salomone, unico tecnico presente tra i consiglieri di maggioranza, relegato invece alla presidenza del consiglio. Insomma, per il gruppo Progetto per Guardiagrele, si va ancora avanti con il vecchio modo di fare politica, «legato alle lottizzazioni tra correnti e alle spartizioni di potere». (g.i.)