San Camillo, sopralluogo Asl-sindaco sui lavori in corso

14 Agosto 2021

ATESSA. Ospedale San Camillo: il direttore generale della Asl, Thomas Schael, e il sindaco Giulio Borrelli, hanno effettuato nei giorni scorsi un sopralluogo nel presidio per verificare lo stato di...

ATESSA. Ospedale San Camillo: il direttore generale della Asl, Thomas Schael, e il sindaco Giulio Borrelli, hanno effettuato nei giorni scorsi un sopralluogo nel presidio per verificare lo stato di avanzamento di alcuni lavori. La nuova struttura di endoscopia, sistemata nel reparto dell'ex ginecologia, dovrebbe essere ultimata alla fine di settembre; per i locali del pronto soccorso se ne riparlerà nei mesi successivi; il distretto sanitario di base, smantellato nel marzo 2019, non è stato ancora riportato in Atessa nella sua interezza.
«Il pronto soccorso», afferma Borrell,i «è di fatto un punto di primo intervento perché non fa ricoveri. Il reparto di medicina manca di medici. Dell’area chirurgica per interventi multidisciplinari programmati, che spetta all’area disagiata, non vi è tuttora traccia». Il sindaco ha anche manifestato le sue preoccupazioni perché la riprogrammazione della rete ospedaliera, decisa dalla giunta regionale, che prevede, fra l’altro, il riconoscimento per Atessa di ospedale al servizio di area disagiata, è ferma al tavolo romano di monitoraggio.
«La genesi del riconoscimento di ospedale di area disagiata relativamente al San Camillo è andata in tutt’altro modo rispetto a quanto raccontato dal consigliere comunale Vincenzo Pellegrini», afferma Borrelli tornando su alcune dichiarazioni dell'esponente atessano della Lega. «Nel 2016, in applicazione del decreto Lorenzin, la precedente giunta regionale di centrosinistra», spiega il sindaco, «aveva effettivamente declassato il nostro ospedale in Pta (cioè ospedale di comunità). Io non esitai, all’epoca, a contestare la decisione, sfilando contro il governo regionale, unitamente al Comitato cittadino in difesa dell’ospedale, non guardando in faccia ad appartenenze e a convenienze politiche. Da quella dura e coerente protesta, appoggiata dai sindaci del territorio, scaturì il ripensamento del governo regionale dell'epoca. Quel riconoscimento», sostiene con fermezza Borrelli, «è frutto di una nostra coerente azione e proposta politico-amministrativa, che non ci è stata "regalata" da nessuno. Quel riconoscimento, ieri come oggi, è fermo davanti al tavolo romano di monitoraggio, che non sembra disposto a cambiare opinione dopo tutti i chiarimenti e le integrazioni richiesti alla Regione sulla riorganizzazione dell'intera rete ospedaliera e, finora, mai esauditi». (m.d.n.)
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