San Francesco, si lavora per la riapertura

Dopo la raccolta firme, si muovono anche la deputata pentastellata Torto e il vice sindaco De Cesare
CHIETI. Si muove anche la politica per far riaprire la chiesa di San Francesco al Corso, chiusa a seguito dei danni riportati dopo il terremoto dell’Aquila del 2009.
Dopo la raccolta firme per chiedere di far ripartire i lavori bloccati da tempo, sia il vicesindaco Paolo De Cesare che la deputata del Movimento 5 Stelle, Daniela Torto, annunciano un’accelerazione dell’iter per rimettere in moto il cantiere. Torto, che sta seguendo da tempo la vicenda in prima persona, ricorda che il Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) ha deliberato un ulteriore stanziamento di un milione di euro per l’esecuzione dei lavori della chiesa di San Francesco. «Adesso che i fondi sono disponibili, però», dice la deputata, «occorre un’accelerazione importante anche da parte di chi si occupa della progettazione, perché si è atteso fin troppo».
De Cesare, da parte sua, annuncia a giorni un nuovo incontro con il Segretariato regionale, la stazione appaltante degli attesi lavori. «Mesi fa avevamo già scritto al Segretariato regionale del Mibact per conoscere lo stato del completamento dei lavori», dice De Cesare, «in quell’occasione, grazie all’interessamento anche del consigliere Damiano Zappone, abbiamo ricostruito lo stato dell’arte relativo al recupero e ricevuto certezze sull’indizione della gara per il secondo lotto e che i lavori sarebbero partiti in autunno. Andando verso ormai verso l’inverno, abbiamo chiesto tempi e modalità della ripresa dei lavori, visto che la dotazione finanziaria è certa da tempo e proviene da uno stanziamento Cipe complessivo di 2 milioni di euro. Ragioni burocratiche fermavano la riattivazione dell’iter, essendo venuto purtroppo a mancare il precedente Rup, l’architetto Claudio Finarelli, figura che sappiamo essere stata reintegrata e che ora si potrebbe procedere. Non appena questo incontro ci sarà, sarà nostra premura coinvolgere sia i promotori della petizione, che l’Ordine degli architetti e tutti i soggetti che si sono interessati attivamente alla ripresa dei lavori nella chiesa, nella massima condivisione di un’azione volta a veder restituita al più presto alla città uno dei luoghi di culto più belli e storici di Chieti». (a.i.)
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