San Giustino, Febbo va in procura

30 Maggio 2023

Il capogruppo FI in Regione: «Documenti negati e fondi dirottati su altri progetti»

CHIETI. Su piazza San Giustino parte l’esposto in procura e al prefetto. A inviarlo è il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Mauro Febbo, che ieri ha tenuto una conferenza stampa insieme ai consiglieri comunali Stefano Maurizio Costa e Damiano Zappone e al coordinatore cittadino del partito Pietro D’Arcangelo. La denuncia in procura e al prefetto è dovuta al fatto che i consiglieri Costa e Zappone da oltre 15 giorni hanno presentato richiesta di accesso agli atti per visionare le due varianti al progetto di ristrutturazione della piazza senza ricevere nessun riscontro.
«Un fatto molto grave», tuona Febbo, «per il quale procederemo a una segnalazione al prefetto e alla procura della Repubblica. Siamo convinti che l’opera sia stata fatta male anche perché ipotizziamo che i fondi destinati alla piazza siano stati dirottati ad altro ma, non avendo ancora a disposizione gli atti, non possiamo corroborare questa informazione che è nostro dovere verificare».
Dopo la bocciatura del piano di predissesto da parte della Corte dei conti, Febbo e i forzisti teatini tornano ad attaccare pesantemente l’amministrazione del sindaco Diego Ferrara: «L’atto della Corte sancisce, senza appello, l’incapacità di questa amministrazione nel redigere un piano di rientro», dicono, «che avrebbe dovuto essere uno strumento idoneo a evitare il dissesto. La Corte ha sottolineato tutte le fragilità di un documento scritto male che pecca su tre aspetti fondamentali. Il primo riguarda la spesa corrente che non diminuisce ma aumenta; non si è registrato nessun incremento nella riscossione dei tributi che è addirittura diminuita passando dal 77 al 65%; la cosa più grave poi riguarda il misero 1,1% di recupero dell'evasione. In sostanza, la Corte decreta il fallimento della strategia della giunta Ferrara su tutta la linea».
II fatto che il Comune non abbia fatto ricorso contro la sentenza sarebbe per Febbo, Costa, Zappone e D’Arcangelo la prova che la stessa maggioranza sapesse che il piano non poteva reggere: «Neanche loro credono in un piano che non aveva le gambe per camminare e questo, purtroppo, cristallizza perfettamente il livello di chi ha in mano il destino della nostra città». I forzisti attaccano anche sulla gestione del problema del raddoppio ferroviario Pescara-Roma: «Sono mesi», dicono, «che si discute su questo tema con le comunità ma il Comune, sempre prodigo di fotogallery, selfie e comunicati, con continue convocazioni di commissioni, resta fermo e non fa il suo dovere né presentando un ricorso sacrosanto né tantomeno predisponendo un eventuale piano B, come ha fatto il Comune di Manoppello che in questo modo è riuscito a ottenere moltissimo a favore del territorio nel momento in cui si è reso conto che il progetto sarebbe andato avanti. Le amministrazioni comunale e provinciale, con Filippo Di Giovanni consigliere delegato alla città di Chieti, sono rimaste a guardare facendo valere così il silenzio-assenso, come risulta chiaro ed evidente dalla Determinazione conclusiva della conferenza di servizi».
Secondo i forzisti l’amministrazione avrebbe potuto invece beneficiare di importanti interventi e opere pubbliche utili alla collettività: «Purtroppo», concludono, «ormai è chiaro a tutti che Ferrara e i suoi amministrano l’ente come se fosse una Pro loco, e in quel senso si danno anche troppo da fare, ma non come meriterebbe un capoluogo di Provincia».
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