San Giustino, in 200 tra i reperti: così la piazza si apre ai visitatori

Il sindaco Ferrara: «È anche un modo per rendere più trasparenti gli interventi ancora in corso» I resti saranno esposti in un museo. Oggi le visite guidate della Soprintendenza alle terme romane
CHIETI. Uno spazio museale in cui raccogliere i reperti archeologici trovati sotto piazza San Giustino, a cominciare dalla bellissima testina della Venere teatina di epoca romana. È il progetto della Sovrintendenza archeologica che ieri ha aperto ai visitatori le porte del cantiere di piazza San Giustino nell’ambito delle Giornate dell’archeologia in Europa. Il cantiere, diventato ben presto oggetto del desiderio degli appassionati di storia cittadina che avrebbero voluto scavare ancora per riportare alla luce l’antica Teate, ha visto la presenza di circa 200 visitatori. Nel rispetto delle norme anti-Covid, i visitatori hanno avuto accesso al cantiere attraverso percorsi guidati tra le rovine sepolte dalla piazza. Tra di loro anche la sovrintendente Rosaria Mencarelli, l’archeologa Rosanna Tuteri, responsabile degli scavi di archeologia preventiva, il sindaco Diego Ferrara, il vice sindaco Paolo De Cesare e l’assessore ai lavori pubblici Stefano Rispoli che ha chiesto la possibilità di utilizzare i ribassi d’asta, dell’ammontare di oltre mezzo milione di euro, per la valorizzazione dei reperti e gli arredi della piazza.
Erano presenti anche Patrizia D’Agostino, Alfredo Luciani, Ugo Iezzi e Giacomo Obletter, del comitato “Perché Chieti è anche tua”, che ha promosso la raccolta fondi per continuare gli scavi, raccogliendo 7mila euro già donati al Comune. I soldi sono stati accettati dall’ente, che però ha spiegato che non li utilizzerà per piazza San Giustino: il loro impiego sarà comunque a sostegno della cultura. Il sindaco avrebbe voluto girarli direttamente alla Sovrintendenza che pure, però, ha problemi burocratici nell’accettare la somma. Il comitato ha commentato con un certo stupore, ma d’altronde la donazione è stata fatta in maniera non vincolata e quindi adesso si aspetta almeno che possa concretizzarsi l’iter che porterà nelle casse comunali 535mila euro di ribassi d’asta, mentre la Sovrintendenza andrà avanti con il progetto di uno spazio museale da creare appositamente per i ritrovamenti dell’antico colle Gallo, dove poi è sorta piazza San Giustino.
«L’iniziativa delle visite guidate», ha detto il sindaco Ferrara, «è di certo un modo interessante per rendere ancora più trasparente e comprensibili gli interventi in corso. Si tratta di un’esigenza che abbiamo promosso sin da subito, con una commissione cultura in diretta streaming a cui ha preso parte la soprintendente per interloquire con i cittadini sui lavori e sui rinvenimenti. È una prospettiva che avremo sempre, perché siamo consci del valore che la storia ha nella narrazione urbanistica cittadina, per questo abbiamo creato una sinergia piena con la Soprintendenza su questo cantiere. Siamo altrettanto consci che la città non possa restare a lungo senza la sua piazza principale, ma lavoreremo in modo da conciliare i due aspetti, indirizzati dalla competenza che il braccio operativo del ministero dei Beni culturali ha in materia ed esprime sul territorio». E questa mattina si replica con un’altra visita guidata della Sovrintendenza, questa volta però alle terme romane. I visitatori, dalle 10.30 alle 12.30, saranno accompagnati all’interno dell’altro cantiere archeologico dove vanno avanti gli scavi.
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