San Pio, sit-in per reparti, personale e servizi
Manifestazione del comitato civico davanti all’ospedale: «Serve un cambio di passo di Asl e Regione»
VASTO. Un crollo definito quasi provvidenziale. Il cedimento del soffitto nel reparto di Chirurgia ha rivelato le profonde ferite del San Pio e non solo. «Stanno smontando l’ospedale pezzo per pezzo», rivela la dottoressa Antonietta Ottaviano del comitato “Io sto con l’ospedale”. Spariti in poco tempo, Urologia, Gastroenterologia, Chirurgia ridotta al lumicino, fermo il day surgery, accorpati Geriatria e Medicina con la riduzione del 50% dei posti letto, mancano 50 infermieri e gli anestesisti sono un miraggio. «Chiediamo alla Regione e ai vertici della Asl», ha detto l’avvocato Arnaldo Tascione, presidente del comitato, «di i ridare al San Pio la piena operatività. In caso contrario ci rivolgeremo alla magistratura».
Le oggettive carenze strutturali e di personale, fanno temere alla città lo smantellamento del presidio. Il comitato ha chiesto ieri a istituzioni, politici, sindacati e comitati civici, la convocazione degli “stati generali” sulla sanità nel Vastese. «La Regione deve dire chiaramente dove sono finiti i 56 milioni di euro che erano stati messi da parte per il San Pio», afferma l’ex sindaco Giuseppe Tagliente. «Il terreno per un nuovo ospedale c’è perché il Comune lo diede alla Asl. Sperando arrivino i 37 miliardi del Mes ricordiamo alla Regione la nostra esistenza. Vanno mantenute le promesse fatte, riaperta la cucina, reso decente l’obitorio, i chirurghi devono essere messi in condizione di operare. Serve un cambio di passo forte, deciso e percepibile del manager Asl Thomas Schael. Dov’è il progetto antincendio? Deve prima accadere una disgrazia per redigerlo? Dove sono gli 800mila euro stanziati per la realizzazione di una cabina elettrica? Che cosa fa l'ingegnere Filippo Manci responsabile della manutenzione? Schael e la Regione hanno deciso di fare in modo che il San Pio chiuda? Questa volta il territorio non lo permetterà. O Schael ridà a Vasto ciò che ha tolto o torneremo in piazza più volte e con i cittadini fino a quando non darà le dimissioni».
Il Comitato non ha lesinato critiche alla Regione definita inerte e indifferente. Mancano 50 infermieri e almeno 4 anestesisti. Non solo. «Il pronto soccorso è in affanno», ha confermato la dottoressa Ornella Bastonno. Molti dei circa 80 pazienti che accedono ogni giorno al pronto soccorso dopo le prime cure vengono trasferiti. (p.c.)
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