San Pio strategico per la cura dell’ictus

13 Marzo 2017

Il nuovo ospedale avrà 228 posti letto e 7 sale operatorie. Paolucci: diventerà punto di riferimento anche per il Molise

VASTO. I primari da 4 diventeranno 12. Oltre alla lungodegenza sarà attivato il percorso assistenziale dell’ictus con la Stroke unit e potenziato il punto nascite. Avrà 228 posti letto divisi tra area chirurgica, medica, materno-infantile e terapie intensive con sette sale operatorie. Una sarà destinata all’emergenza. Il presidio ospedaliero di Vasto diverrà ospedale di riferimento anche per il Molise. Si riempie di contenuti il nuovo San Pio. L’accordo di programma per la costruzione del nuovo ospedale è ufficiale, lo ha confermato l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci. «Il San Pio», spiega Paolucci al Centro, «avrà la funzione di ospedale di prossimità. Il progetto prevede una struttura modulabile dinamica ad alta tecnologia con competenze elevate ed alta integrazione con il territorio e con l’assistenza intermedia, rsa, che vede prevalere la risposta sulle reti tempo dipendenti tra cui quella dell’infarto del miocardio. Saranno attivate le procedure e i protocolli con la regione vicina a garanzia dei volumi di attività e della qualità delle prestazioni. La sfida della cosiddetta “clinical competence” si vincerà solo se il presidio ospedaliero sarà oggetto di attrazione oltre che dei professionisti anche naturalmente dagli utenti», rimarca il titolare della delega alla Sanità. Per Paolucci dovrà cambiare anche l’atteggiamento dei medici: «Basta con l’autoreferenzialità, il sapere deve essere diffuso e chi ne è custode deve trasferirlo agli altri! La nuova governance della linea di produzione ospedaliera avrà autorevolezza e competenze tali da interrompere le oligarchie, che nel servizio pubblico non può trovare terreno di coltura». La posizione del presidio di Vasto diventerà strategica per le patologie tempo dipendenti e per il materno infantile. «La popolazione di riferimento è giovane, soprattutto lungo la costa, ma si nota negli ultimi tempi anche un ritorno dei giovani verso le aree interne. Il progetto modulare e tecnologico funzionale dei nuovi ospedali non prevede edifici a più piani bensì una piattaforma diffusa su uno stesso piano a garanzia dei percorsi e della condivisione di personale e attrezzature come da modello vero dipartimentale», spiega Paolucci. La rivoluzione partirà dall’innovazione tecnologica e dai processi di cura. «Umanizzazione, qualità e sicurezza delle cure diventeranno l’obiettivo primario della struttura ospedaliera vastese. Non è più tempo di ospedali piccoli ed insicuri, come non è più tempo di medici che lavorano su più presidi ospedalieri distanti decine di chilometri tra loro. Spesso si dimentica del rapporto medico-paziente. L’ospedale deve essere un luogo sicuro sia per i pazienti che per gli stessi operatori sanitari». La Regione ha attivato sia la lungodegenza che il percorso assistenziale dell’ictus con la Stroke. «Obiettivo che ritenevo primario», insiste Paolucci, «poi ci sono altri due obiettivi: il punto nascita, coperto con risorse concrete, 1,5 milioni di euro, e la costruzione della sala polivalente per consentire anche l’attivazione dell'emodinamica. Il San Pio sarà un ospedale nuovo in tutti i sensi, ma la politica locale deve unirsi per raggiungere la meta».

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