Sanità, ora protestano i malati di tumore

25 Luglio 2022

Dal policlinico al distretto chiuso allo Scalo, una paziente: «Troppe inefficienze, sono indignata»

CHIETI . «È una sanità in cui non funziona più niente». Sbotta così Giuseppina Ricciuti, malata oncologica, che denuncia una serie di disservizi che ha dovuto subire personalmente e di cui è stata informata anche da altre persone. Dall’ospedale alla sanità territoriale, la donna ha dovuto combattere con una serie di inefficienze, a cominciare dalla mancanza di un distretto sanitario di base allo Scalo.
«Devono riaprirlo», dice, «non si rendono conto che per noi utenti questa chiusura è un grave disagio. Soprattutto adesso che è più difficile, a causa del Covid, andare dal medico di base. Ti mandano al Pua, il Punto unico di accesso, ma è complicato anche comunicare via telefono. Io ho telefonato incessantemente al centralino di Chieti, ho provato per due giorni ma nulla. È molto difficile parlare anche con i reparti, nonostante il personale, dai primari in giù, sia sempre disponibile. Mi è anche capitato di dover parlare con un medico tramite vivavoce mentre visitava un altro paziente».
Poi continua: «C’è anche il problema dei trasporti. Hanno tolto le auto per andare a prendere i disabili. La Croce Rossa non assicura più il trasporto in ambulanza in ospedale, ma solo quello tra ospedale e ospedale. C’è una paziente che da una settimana sta cercando un’ambulanza per andare a fare una biopsia, essendo malata è impossibilitata a muoversi. Per non parlare della situazione del pronto soccorso rimasto senza personale». Così l’assenza al consiglio comunale straordinario sulla sanità dei vertici di Regione e Asl l’ha lasciata letteralmente «indignata». (a.i.)
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