Sanmarco, in arrivo i primi licenziamenti

1 Ottobre 2021

Atessa. Nanni (Fim-Cisl): impugneremo i provvedimenti, chiediamo chiarezza sulla cassa integrazione

ATESSA. Stanno arrivando in questi giorni nelle case di 50 famiglie di lavoratori della Sanmarco le annunciate lettere di licenziamento. Una catastrofe che si respirava nell'aria da tempo, ma che, quando arriva sotto forma di un foglio A4 fitto di parole, e con in grassetto quelle che dicono che il rapporto di lavoro è "risolto", è ancora più angosciante. «Il 20 settembre si è conclusa con un verbale di mancato accordo nella sede della Regione Abruzzo», scrive la Sanmarco Industrial srl, «la procedura di licenziamento collettivo avviata dalla scrivente società il 13 luglio 2021 nella quale sono evidenziate le esigenze tecniche organizzative che determinano l'eccedenza». Parole asettiche che descrivono però un dramma che si trascina da mesi in una delle vertenze che la Fim-Cisl ha definito tra le più anomale e difficili del territorio abruzzese.
Non sono bastati gli appelli alla politica, ai sindaci, alla Regione per scongiurare la voragine di posti di lavoro non più recuperabili visto che in molti casi si tratta di lavoratori non in età da pensione, ma allo stesso tempo non più giovanissimi, e non sono serviti nemmeno i picchetti prolungati davanti l'azienda e l'appello all'unità tra sindacati.
La vertenza Sanmarco ha colpito con un taglio netto anche la solidarietà tra lavoratori che sono diventati nemici da guardare con sospetto, carne da lavoro da invidiare per chi un lavoro, ce l'ha ancora. «Abbiamo già dato mandato ai nostri legali di impugnare tutti i licenziamenti», dichiara Amedeo Nanni, responsabile lavoro per la Fim-Cisl, «e vogliamo vederci chiaro anche sulla questione cassa integrazione. Questa azienda sta licenziando e allo stesso tempo sta prendendo i sussidi della cassa integrazione straordinaria, che sono soldi di tutti i cittadini».
Sono 168 i dipendenti effettivi, ma molti sono in cassa integrazione. Il lavoro si basa soltanto sulle commesse Sevel (la Sanmarco produce cassoni per i veicoli commerciali leggeri), ma anche il colosso dei furgoni ha dovuto ridurre la produzione a causa della mancanza di microchip provenienti dall'Asia. L'azienda all'ultimo tavolo regionale aveva presentato un proposta, definita irricevibile da Fim e Fiom, di 10mila euro di incentivo all’esubero e, per 16 dipendenti dei 50 da licenziare, l’offerta di andare a lavorare fuori: 8 a Verona e 8 all’estero, ma con la decisione da parte dei lavoratori da prendere entro 3 giorni. (d.d.l.)
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