Sanmarco, segnali di ripartenza La produzione ora corre veloce

La verifica delle 400 colonnine per la ricarica elettrica, realizzate in estate, è andata a gonfie vele Contratto con i committenti prolungato per 18 mesi. E prosegue la realizzazione di cassoni per Sevel
LANCIANO. La Sanmarco può ricominciare a sperare nel futuro. È dei giorni scorsi la verifica, da parte di un'importante azienda committente per la produzione di colonnine elettriche, dei prodotti realizzati dallo stabilimento di Atessa che ha puntato nella primavera scorsa su una nuova e promettente commessa rispetto alla realizzazione, che pure prosegue, di cassoni per i veicoli commerciali leggeri per la vicina Sevel. La storica azienda del tessuto automotive abruzzese, sull'orlo della chiusura fino a pochi mesi fa, ha saputo e voluto diversificare e ora si trova in piena salita produttiva. La verifica dei primi test (circa 400 centraline realizzate per tutta l'estate) sulla produzione di colonnine per la ricarica di auto elettriche, destinate al mercato europeo, è andata bene e il contratto ha potuto essere prolungato per 18 mesi. Una boccata d'ossigeno per una fabbrica che nel settembre 2020 era stata data per spacciata. Un percorso, quello della Sanmarco Industrial, che sa di riscatto. La nuova proprietà (gruppo Faist che conta 30 stabilimenti nel mondo e 5.700 dipendenti, fatturando più di mezzo miliardo di euro l'anno) ha acquistato la vecchia San Marco Costruzioni Meccaniche nel 2017, dopo il fallimento nel 2012 della storica azienda metalmeccanica sotto la gestione Sideri. È seguito un periodo di gestione con la formula dell’affitto di azienda da parte del gruppo Stola. La nuova proprietà ha investito in questi ultimi anni 8,7 milioni di euro, ma nonostante questo lo stabilimento ha continuato a registrare perdite che si sono trascinate per diverso tempo. Dal 2019 le prospettive dello stabilimento, legato indissolubilmente a Sevel e alcuni clienti storici, si sono ridotte drasticamente, così come il fatturato. A settembre 2020 la proprietà aveva annunciato la volontà di chiudere lo stabilimento. Nel 2021 il primo segnale di cambiamento. La proprietà ha azzerato la vecchia direzione e inserito un nuovo direttore che, tuttavia, a fine gennaio, aveva dovuto aprire la procedura di mobilità per 50 dipendenti a causa di una grave flessione del fatturato, passato da 21 milioni di euro nel 2019 ai 12 milioni di euro nel 2022. La procedura di mobilità si è infine conclusa con il licenziamento di 42 lavoratori. Ad oggi la Sanmarco sta lavorando sulle centraline e sui cassoni per Sevel. E si respira aria di futuro anche se l'azienda dei furgoni commerciali leggeri non sta trainando l'indotto (tra cui Sanmarco) come faceva ai tempi d'oro. In questo periodo si sta producendo il 60% in meno delle lavorazioni per Stellantis, cosa che provoca in Sanmarco il mancato rinnovo di diversi contratti di interinali. Ma se Sevel non si ferma si lavora in Sanmarco come nel resto delle fabbriche di fornitura. È un vero e proprio effetto domino.
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