«Sansificio, vittoria di tutto il territorio»

8 Settembre 2018

Treglio. Il sindaco Berghella e Lanci (Nsc) commentano la sentenza del Tar: obiettivo era tutelare la salute dei cittadini

TREGLIO. «Una grande battaglia civile e ambientale che ha portato beneficio a tutto il territorio». La sentenza del Tar, che rigetta la richiesta di risarcimento di oltre 7 milioni di euro da parte dei Sansifici Vecere nei confronti dei Comuni di Treglio e Rocca San Giovanni e di tutti gli enti che si sono opposti al rinnovo dell’autorizzazione delle attività dell’impianto di lavorazione della sansa, è stata accolta con gioia e soddisfazione. «Un percorso non privo di ostacoli, omertà e isolamento da parte delle istituzioni», commenta il sindaco di Treglio, Massimiliano Berghella, «che ha fatto la storia di questo territorio. E la dimostrazione che uniti si vince». La soddisfazione è condivisa con l’associazione Nuovo Senso Civico, il cui presidente Alessandro Lanci e l’ingegnere Tommaso Giambuzzi sono intervenuti ieri nella conferenza stampa per spiegare le motivazioni alla base della storica sentenza del Tar di Pescara. «Il Comune di Treglio», rimarca il sindaco Berghella citando le parole dei giudici amministrativi, «aveva fornito specifiche indicazioni sulle modifiche progettuali da adottare sugli impianti ai fini dell’assenso. Nessuno vuole chiudere e far delocalizzare un’attività produttiva. Si chiedeva soltanto che questa attività esercitasse a norma di legge e non fosse inquinante e dannosa per la salute dei cittadini. La sentenza del Tar equivale per noi, quindi, a grande soddisfazione soprattutto perché abbiamo sempre operato nell’interesse dei cittadini, del territorio e della sua tutela». E in tanti, sul territorio e tra i tregliesi, hanno partecipato a quella che è stata definita la madre di tutte le battaglie, dopo quella di Ombrina, sul territorio frentano: picchetti, striscioni, manifestazioni pubbliche, cortei. Un successo, che prima ancora della decisione della magistratura, conclusasi con una condanna dei Vecere in primo grado per reati ambientali dopo una imponente inchiesta della Procura di Lanciano, e di quella più recente del Tar, ha contribuito a rendere l’aria del territorio finalmente più respirabile. «Adesso», considera Lanci, «si presenta il problema concreto dei frantoiani che hanno già manifestato più volte la loro difficoltà per lo smaltimento della sansa. Come abbiamo sempre ribadito, nessuno di noi vuole ostacolare l’imprenditoria agricola e l’economia del territorio, ma vogliamo che si operi nel rispetto delle regole e dell’ambiente. Per questo, già da tempo, abbiamo presentato un progetto alla Regione per una filiera virtuosa del recupero e della trasformazione della sansa secondo le norme vigenti, così come accade in tante realtà italiane. Ma sono già tre anni che, col blocco della attività del sansificio Vecere, il problema non viene affrontato. Cosa aspetta la Regione?».
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