Santa Giusta sta franando Parte il piano-salvataggio

Drenaggi e muri di contenimento per mettere in sicurezza le abitazioni I lavori costano un milione e mezzo. Ma non bastano: è solo il primo lotto
LANCIANO. Drenaggi e muri di contenimento a gabbioni per difendere un fronte frane di 300 metri a Santa Giusta. E' il primo lotto di lavori di consolidamento della contrada, zona rossa ad altissimo rischio idrogeologico, presentato in Comune dopo la notizia dell'arrivo di 1.500.000 euro dalla Regione. La contrada è flagellata da tre frane (nella zona della Gunite, della Chiesa e del versante Morena) tanto che servirebbero quasi 4 milioni euro per sanare tutti i fronti. Ma i soldi arrivati basteranno per una sola frana, quella della zona dove c'è il centro abitato di Santa Giusta, la zona della Chiesa che è la parte più delicata visto che coinvolge diverse abitazioni, una decina di famiglie. Una casa poi è stata sgomberata da alcuni giorni perché è a pochi metri dalla spaccatura del terreno.
LE FRANE. «Ogni volta che piove o nevica siamo in allarme per Santa Giusta». Bastano queste parole dell'ingegnere comunale Fausto Boccabella che si occupa delle frane in città per descrivere la situazione che si vive nella contrada, dove due famiglie sono state sgomberate a causa di due diverse frane che sono arrivate a lesionare le case. Le famiglie sono state spostate in hotel con tutti i disagi che ne conseguono, il dramma di dover lasciare la propria casa, che non è fatta di 4 mura ma di affetti e sudore visti i soldi spesi per metterle a nuovo. «La zona di dissesto è ampia» dice l'assessore i lavori pubblici Pino Valente «tanto che il progetto redatto è da 2.660.000 euro, ma grazie ai fondi concessi dopo anni dalla Regione, possiamo iniziare ad intervenire su una parte. Contiamo di affidare e finire entro il 2017 il 1° lotto di lavori. Riguarderà il centro abitato, un fronte che è a un centinaio di metri dalla Chiesa dove una casa è stata sgomberata perché la frana è arrivata a toccarne le mura ed è in pericolo la strada, che è l'unica via di accesso della contrada».
«La zona della chiesa in base ai criteri di priorità» spiega Boccabella «è classificata come r4, ossia il livello massimo di rischio. Per questo ogni volta che piove siamo in allarme. E la situazione peggiora velocemente. A dicembre abbiamo notato nuove fratture nel terreno e a gennaio, dopo la nevicata, la frana è arrivata a lesionare una casa e si è avvicinata alla strada».
I LAVORI. «Posizioneremo dei drenaggi orizzontali sotto l'abitazione» dice il dirigente dei lavori pubblici, l'ingegnere Stefano Rastelli «per eliminare l'acqua che è la causa dello scivolamento del terreno. Poi sistemeremo dei muri di contenimento, a gabbioni con maglia metallica, alti circa 50 metri e incanaleremo l'acqua verso la valle. Con questi lavori capiremo anche come continuare con il 2 lotto». Che riguarderà la Gunite, zona dove la Provincia era intervenuta con lavori 10 anni fa. Lavori mai collaudati e ora abbandonati come denunciato nei giorni scorsi dal presidente di Italia Nostra, e residente della contrada, Pierluigi Vinciguerra. Che aveva chiesto di usare i soldi della Regione per interventi su tutto il fronte frane, non solo vicino la Chiesa.
LA BUCA. Non ci sono solo frane ma anche cedimenti e buche nelle strade in città. Transennata è parte della curva di Ferro di Cavallo dove si è aperta una buca profonda che ha provocato anche un abbassamento dell'asfalto circostante. «Lunedì» spiega Rastelli «ci sarà un sopralluogo con i tecnici della Sasi perché sotto la strada c'è una grossa fognatura e bisogna capire se ha ceduto la fogna, o è solo la strada ad aver avuto un problema: nel caso la riempiremo e basta».
Se invece è la fogna ad avere problemi saranno guai seri visto che quella condotta è enorme e arriva fino a Pozzo Bagnaro.
IL CONVEGNO. Si parlerà infine di frane, di "La fragilità del suolo - Emergenze e protezione civile" nel convegno organizzato dal Rotary Club Lanciano sabato 25 febbraio alle 10 a Palazzo degli Studi. Ci saranno gli interventi di Carmine Lizza, geologo, responsabile della Protezione civile Anpas, (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze), Felice Carlo Ponzo, professore Scuola di Ingegneria Università degli Studi della Basilicata e Rocco Ditommaso, esperto in Rischio Sismico all'università degli Studi della Basilicata.

