«Sanzionata 10 volte per fare la volontaria»

13 Dicembre 2018

Protesta un’infermiera in servizio alla Capanna di Betlemme: «Mai arrivato il permesso chiesto per la ztl»

CHIETI. «Milleseicento euro di multa solo per aver fatto volontariato. Non lo trovo giusto né ho intenzione di pagare le sanzioni dei vigili urbani». È andata su tutte le furie l’infermiera Lorella Di Biase di fronte alla decina di multe che si è ritrovata nella cassetta postale per aver violato il regolamento della zona a traffico limitato della Civitella. La donna, dipendente della Asl teatina, oltre al suo lavoro e agli impegni di madre single, fa anche molto volontariato, soprattutto a favore della Capanna di Betlemme, centro di accoglienza per persone in difficoltà che si trova in via Ravizza, al centro di una Ztl controllata da telecamere.
Visto che il regolamento lo prevede, la Di Biase aveva chiesto un permesso per motivi di volontariato e, dunque, era sicura di poter passare senza problemi. D’altronde andava in via Ravizza solo ed esclusivamente per portare il suo aiuto al centro gestito dalla Comunità Papa Giovanni XXIII di don Benzi. «Non c’erano altri motivi per cui io potessi andare lì. E infatti a ogni multa è collegata qualche attività che ho fatto per il centro. Come quando portavo del cibo comprato in qualche svendita nei supermercati: chili di roba che non avrei potuto trasportare a mano se avessi parcheggiato fuori dalla Ztl. E poi la Capanna di Betlemme aveva consegnato per me la richiesta del permesso e quindi pensavo di essere a posto». Salvo poi scoprire che, «il permesso dev’essere andato smarrito al comando della polizia municipale, perché di quella richiesta, che sono sicura sia stata presentata, non c’è più traccia». E intanto arrivavano le multe. L’infermiera ha subito fatto ricorso al prefetto Antonio Corona, spiegando i motivi per cui avrebbero dovuto essere annullate. A sua discolpa ha chiamato anche il direttore della Capanna di Betlemme, Luca Fortunato, che ha certificato che la donna diceva il vero. Ma, nonostante tutto, la prefettura ha rigettato la richiesta. «Non so cosa sia successo», spiega la donna, «sembra ci siano stati vizi formali: il ricorso è stato giudicato inammissibile perché sarebbe stato proposto da una persona che non era legittimata a farlo. Ma io continuo a non trovare giusto che mi si chieda di pagare 1.600 euro di multa. Piuttosto preferirei scontare la multa in ore di volontariato. Almeno faccio del bene a qualcuno».
E infine l’ultima stoccata polemica: «Abito in via Santarelli, una strada in condizioni davvero disastrose. Il Comune si occupasse di quella via, anziché multare chi fa del bene». (a.i.)