Sasi, passa il bilancio Ma il centrodestra dice che è illegittimo

LANCIANO. É stato approvato a maggioranza dall’assemblea di sindaci soci della Sasi il bilancio di esercizio 2013. Un’approvazione preceduta però da profonde spaccature politiche. I sindaci di...
LANCIANO. É stato approvato a maggioranza dall’assemblea di sindaci soci della Sasi il bilancio di esercizio 2013. Un’approvazione preceduta però da profonde spaccature politiche. I sindaci di centrodestra già in mattinata avevano annunciato che non avrebbero partecipato all’assemblea convocata da un cda illegittimo che quindi ha prodotto un “bilancio illegittimo”. Il centrosinistra per oltre un’ora e mezza prima dell'assemblea ha cercato di ricompattare le fila. Molti i sindaci scettici, pronti ad astenersi dal voto per avere rassicurazioni sulla fusione che non era nell’ordine del giorno ma che poi è stata discussa. Assente il comune di Lanciano. A presentare i conti è stato il presidente Domenico Scutti. «Il bilancio, certificato dalla Ernst Young, ha chiuso con attivo di 334mila607 euro», ha detto Scutti «già comprensivo delle imposte pari a 525mila258. Senza imposte sarebbe stato in attivo di 859mila905 euro. Al 31 dicembre c’ erano crediti da esigere da fatture dei clienti per 4milioni770mila euro. Abbiamo recuperato dai morosi 1milione 600mila euro e fatto investimenti per 3milioni 819milaeuro».
Conti in regola, dopo anni, e ovviamente ben apprezzati dai sindaci che hanno votato a maggioranza il bilancio, con 6 astenuti: i sindaci di Orsogna, Filetto, Treglio, Castel Frentano, Santa Maria Imbaro e Palombaro. E non prima però di aver evidenziato alcune criticità. In primis la mancata fusione con la Isi, società del patrimonio, poi l’alto costo delle tariffe dell’acqua per i comuni. Critiche dure sono state rivolte ai sindaci di centrodestra. Al veleno l’intervento del sindaco di Palmoli Giuseppe Masciulli che ha definito i sindaci di centrodestra degli irresponsabili, delle persone che perseguono lo sfascio dell’ente.
«Da anni solo i sindaci di centrosinistra e Udc approvano il bilancio», ha detto Masciulli, «dimostrando un grande senso di responsabilità verso i cittadini. Invece i sindaci di centrodestra sono sempre stati assenti anche nei momenti importanti come il bilancio, l'elezione del cda». A sollevare il problema della mancata fusione Isi-Sasi è stato il sindaco di Frisa Rocco Di Battista: «Sono 8 anni che l’attendiamo e mentre la Isi ha già presentato la sua proposta, la Sasi incorporerà la Isi, anche in assemblea, la Sasi è assente. Nessun progetto, nessuna votazione. Basta attese. Inoltre bisogna rivedere il costo eccessivo delle tariffe dell’acqua per i Comuni. Pesano sui bilanci, e quindi sui cittadini, va abbassato». Anche altri sindaci hanno chiesto di lavorare sul ribasso le tariffe: ad esempio ad Ortona sono state fatturate 150mila euro per l'acqua consumata nelle scuole. «La Sasi non decide le tariffe dell'acqua per i Comuni», ha chiuso Scutti, «lo fa l’Ato, la Regione ed è a questi enti che dovete rivolgervi. Per quanto riguarda la fusione mi impegno a presentare a breve il nostro progetto».
Teresa Di Rocco
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