Sasi, Scutti sott’accusa per la nomina di 7 dirigenti

7 Settembre 2014

Petaccia della Cgil e il vicesindaco Valente chiedono di sospendere le promozioni «Passaggi di livello con maggiori costi fatti senza consultare alcun sindacato»

LANCIANO. «Sospendere ogni decisione. La nomina di direttori e capi- area in Sasi prevede dei passaggi di livello che comportano contratti diversi, stipendi diversi e costi maggiori. Cose che vanno discusse con i sindacati. Il presidente Scutti ha invece agito da solo, sbeffeggiando tutti». É dura la reazione dei sindacati e in particolare di Carlo Petaccia, segretario provinciale della Filctem Cgil dopo che il cda della Sasi ha approvato la nuova struttura organizzativa della società. Una ristrutturazione che prevede tre direzioni dipendenti dalla presidenza, con relativi direttori e non più due e quattro macro aree territoriali, ognuna con un proprio responsabile e non più due. Il tutto per rendere la società più snella, in modo che le decisioni non debbano più dipendere solo dal presidente. Società che ha anche affittato una nuova sede in cui trasferire gli uffici proprio in base a questa nuova strutturazione. Che costerà 2500euro al mese.

LA STRUTTURA. «Se da 4 dirigenti si passa a 7, visto che tante sono le nomine fatte da Scutti», riprende Petaccia, «c’è una riorganizzazione che investe anche i contratti e questi vanno concordati con rsu e segreterie sindacali. Scutti lo ha ignorato. Condanno questa presa di posizione e chiedo che venga sospesa ogni decisione».

Anche Progetto Lanciano chiede chiarezza, che si blocchino le nomine. «Dalle notizie apprese dalla stampa queste nomine ci sorprendono e chiediamo chiarezza», dice il vicesindaco Pino Valente, «Le nostre battaglie per la trasparenza sono ancora più stringenti in Sasi che è una società a capitale pubblico. Chiediamo di congelare la struttura anche perché siamo in un periodo di ristrettezze. Tutti gli enti pubblici tagliano i direttori, la scelta della Sasi di nominarne di nuovi e di strutturarsi in modo così capillare è in controtendenza. Bisogna poi minimizzare i costi e non vorremo che poi questi costi maggiori vadano a pesare sulla bolletta, e quindi sui cittadini». Scutti ha detto che queste nomine non produrranno passaggi di livello. Affermazione piuttosto strana e contestata da Petaccia che aggiunge: «Se non ci saranno passaggi di livello i nuovi direttori potrebbero sempre fare cause di lavoro. La Sasi vuole anche aprire contenziosi?» Non positiva la scelta di dotarsi di una nuova sede, che costerebbe 2500 euro al mese, per Progetto Lanciano che chiede maggiore oculatezza.

DI STEFANO. A mettere il dito nella strutturazione e sui costi del personale interinale è stato anche l’onorevole Fabrizio Di Stefano che ha chiesto a Scutti di sapere «se è vero che le assunzioni del personale interinale sono state circa 55, anziché le 15 previste dalla legge e che costano circa 300 mila euro annue. Che tra questi interinali ci sono consiglieri comunal che avrebbero poi votato i bilanci della Sasi in qualità di rappresentati nel comune di cui sono amministratori». Di Stefano ha chiesto chiarimenti anche sulla Jericho Srl, che pare abbia ottenuto appalti consistenti dalla Sasi. «Le porte della Sasi sono sempre aperte per tutti», dice Scutti, «e se vuole Di Stefano può darmi la sua disponibilità ad una conferenza stampa congiunta in cui ho la possibilità di rispondere».

Scutti dice che Di Stefano «produce disinformazione«. Che «ha parlato di bilanci finti, invece sono certificati. Ha parlato di consulenze a vari zeri ed invece molte sono state eliminate visto che alcune competenze, come la depurazione, sono ora all'interno della struttura. Ha parlato infine della Gerico che è una società che non ha avuto alcun incarico dalla Sasi e che si occupa di tutt’altro».

Teresa Di Rocco

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