Savoia, rifiuti e vetri rotti: il ritorno in classe è amaro

Proteste sullo stato di una delle sedi provvisorie assegnate all’istituto industriale In settimana sono attese le certificazioni per aprire la nuova sede del liceo Masci
CHIETI. Aule malmesse, vetri rotti, mancanza di cestini dell’immondizia, di banchi e sedie: così gli studenti dell’istituto superiore Luigi di Savoia hanno trovato una delle quattro sedi in cui la scuola è stata suddivisa a causa dei lavori di ristrutturazione della sede centrale di via d’Aragona. Le proteste, che hanno riguardato soprattutto la sede del Seminario regionale, sono arrivate anche al consigliere comunale Giampiero Riccardo (Chieti Viva) che, insieme alla presidente della lista civica Rita Di Falco, se ne è fatto interprete con una pubblica denuncia. «Il diritto a vivere in un ambiente salubre, pulito e sostenibile in conformità ai dettami costituzionali e al diritto internazionale, è un diritto inviolabile», dicono Riccardo e Di Falco, «un diritto che diventa ancora più urgente se si declina in un ambiente scolastico. E invece i ragazzi dell’istituto industriale al suono della campanella si sono ritrovati di fronte a una realtà ben distante da quello che dovrebbe essere una scuola. Classi sporche, neppure i cestini per i rifiuti. Al primo giorno di scuola hanno trovato classi senza banchi, senza lavagne tanto che i professori insieme agli alunni hanno dovuto recuperarli in depositi di fortuna. Questo materiale stipato bloccava inoltre le uscite di emergenza costituendo anche un pericolo per l'incolumità degli stessi studenti». Riccardo e Di Falco riferiscono di «pezzi di controsoffittature distaccati, fortunatamente non colpendo nessuno. Finestre rotte, vetri per terra, pareti ammalorate, intonaco che cede. Le macchinette per comprare acqua o piccoli snack sono spente, non è consentito ai ragazzi di uscire o di poterli acquistare nei pressi e la ricreazione si svolge in corridoi stretti, senza aria e con gli allievi tutti stipati. A tutto ciò si aggiunge pertanto scarsa qualità dell’aria interna, non adeguata illuminazione e carente efficientamento energetico e ammodernamento degli immobili. Sono stati coinvolti politici regionali e lo stesso presidente Marco Marsilio senza però ottenere riscontro».
E se al Savoia scoppia la protesta, al liceo scientifico Filippo Masci si vive ancora in attesa delle certificazioni per poter entrare nella nuova sede realizzata alla Berardi. Gennaro Di Maio, funzionario del Provveditorato alle opere pubbliche, le ha assicurate per la prossima settimana, ma le sue assicurazioni più di una volta non hanno trovato riscontro nei fatti. Ieri, alla presenza della dirigente scolastica Sara Solipaca, si è svolto un consiglio d’istituto per discutere della riapertura della scuola slittata di una settimana per causa di forza maggiore. Il consiglio d’istituto ha preso atto della dichiarazione del dirigente della Provincia Nicola Pasquini circa «l’indisponibilità di immobili di destinazione scolastica tali da accogliere il Masci», e del fatto che la didattica a distanza, invocata da alcuni genitori, non è computabile ai fini del calcolo dei 200 giorni necessari per la validità dell'anno scolastico.
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