«Sbagliato dividere gli importi in tre quote»
L’opposizione contesta la cancellazione delle cinque soluzioni, previste inizialmente nella normativa
CHIETI. Immediate le repliche dei consiglieri di opposizione dopo l’invio della nuova convocazione del consiglio comunale con la proposta di modifica del regolamento Tari e delle relative scadenze. A partire dalla capogruppo di Fratelli d’Italia Carla Di Biase che si dice «soddisfatta» visto che da diversi giorni sollecitava la maggioranza a un ripensamento tramite «un provvedimento urgente di correzione» per non gravare sulle spalle delle famiglie.
Il capogruppo di Forza Chieti Stefano Costa contesta, invece, la riduzione da cinque a tre rate, circostanza bollata come «una stangata» che «si andrà ad abbattere sui cittadini in un periodo particolare, nel pieno delle ferie di agosto», dice il consigliere. «Quest’anno per la terza volta», sottolinea Costa, «si dovrà andare in aula per modificare il piano Tari a causa dell’inettitudine di questa amministrazione. Sono passati mesi dal giorno della prima delibera e stiamo ancora predisponendo gli atti per la riscossione della Tari. Ogni seduta del consiglio comunale costa alle tasche dei contribuenti circa 10mila euro: questo vuol dire che abbiamo speso tra i 30 e i 35mila euro per non decidere nulla. È vergognoso».
L’intergruppo di minoranza, costituito oltre che da Costa anche da Serena Pompilio, Bruno Di Iorio, Giampiero Riccardo e Mario De Lio, definisce la querelle sulla Tari come «la storia infinita di Michael Ende». «Ogni volta che si segnala una problematica», spiegano, «la maggioranza rimane sorda e testarda di fronte a errori madornali. Prima approvano a maggio in consiglio comunale una tassa dei rifiuti errata nei calcoli, poi la ripresentano a luglio (in estremo ritardo rispetto alla scadenza iniziale del 30 di aprile) e la riapprovano questa volta corretta nei calcoli ma sbagliata nelle scadenza poiché quelle previste per il 31 marzo e maggio erano già scadute. Ora la ripresentano la terza volta in consiglio comunale, cercando di sanare l’inesattezza delle scadenze solo dopo una forte opposizione da parte dell’intergruppo che non ha accettato di vessare i cittadini che sono stati definiti “evasori” senza esserlo». «Da 5 rate ora passiamo a 3 con scadenze proprio sotto Ferragosto», proseguono i consiglieri, «e poi subito al rientro dalle ferie il 30 di settembre. Ci chiediamo: ma i giovani eroi della maggioranza ce la faranno ad approvare un atto questa volta senza errori? Riusciranno ad agevolare finalmente i cittadini promuovendo delle scadenze possibili? Speriamo di sì. Peccato però che si debba sempre procedere con polemiche e scaramucce invece di ascoltare e prendere atto da chi forse qualche consiglio lo dà benevolmente per il bene della città». (y.g.)
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