Sbarcano a Ortona i 197 migranti Palasport di Caldari prima tappa

Confermato il centro dove saranno svolte le procedure di identificazione prima dello smistamento Sarà l’Aquila a decidere la collocazione nelle strutture di accoglienza e chi resterà nella regione
ORTONA. È tutto pronto per l’arrivo dei 197 migranti che sbarcheranno oggi pomeriggio nel porto di Ortona a bordo della nave Humanity 1.
A CALDARI L’IDENTIFICAZIONE
Nella mattina di ieri si è svolto il sopralluogo nel palazzetto dello sport di Villa Caldari dove vanno i migranti dopo i controlli sanitari, che vengono fatti dall’Usmaf sulla banchina nord. All’incontro di ieri hanno partecipato prefettura, Comune di Ortona, questura, due associazioni di protezione civile e Croce rossa italiana. Come spiegato dalla prefettura, la scelta di dislocare i migranti a Caldari e svolgere all’interno della struttura sportiva tutte le procedure di identificazione e accoglienza, è derivata dall’ingente numero di persone salvate e trasportate dalla nave della Ong tedesca Sos Humanity. Si replica dunque lo schema d’accoglienza messo in atti nel secondo sbarco avvenuto a Ortona il 28 marzo. Proprio in quel caso 161 migranti scesero dalla nave Life support di Emergency e furono trasferiti a Caldari. Un modello già collaudato, che ha funzionato senza particolari intoppi. Dopo operazioni di soccorso, accoglienza e identificazione, i migranti partono per i centri di accoglienza. «Anche in questo caso», specifica la prefettura, «per la parte delle persone che resta in Abruzzo la ripartizione tra le province viene fatta d’intesa con la prefettura dell’Aquila».
oltre 40 MINORI SULLA NAVE
Oggi l’attracco sulla banchina nord del porto è previsto per le 16.30 circa. Le persone a bordo della nave sono originarie di Burkina Faso, Camerun, Gambia, Guinea, Costa d’Avorio, Liberia, Mali, Nigeria, Senegal e Sudan. Tra i 197 profughi in arrivo a Ortona ci sono 40 minori non accompagnati e tre accompagnati, di cui due neonati e 25 donne di cui due in stato di gravidanza. Dati però ancora da accertare con precisione. Solo una volta verificato il numero preciso di minori non accompagnati sarà possibile sapere la destinazione della parte di migranti che resta in Abruzzo.
ONG CONTRO IL GOVERNO
Intanto è scontro tra le Ong tedesche Sos Humanity, Sea Eye e Mission Lifeline e le autorità italiane. Le organizzazioni umanitarie hanno reso noto, nella giornata di domenica, che intraprenderanno un’azione legale contro la strategia messa in atto dal governo italiano di assegnare alle navi dedite al salvataggio di vite umane porti molto distanti dalla zona dei soccorsi. Il capitano della Humanity 1, come fa sapere la Ong, «ha chiesto invano un porto più vicino per i sopravvissuti gravemente indeboliti, che hanno passato cinque giorni in mare, in parte senza cibo né acqua. La pratica dell’Italia di assegnare sistematicamente porti distanti pone un evitabile rischio alla loro salute».
ACCOGLIENZA STABILE
Ormai il porto di Ortona è entrato nella rete dei porti nazionali destinati a questo genere di operazioni di soccorso. Per questo motivo il sindaco Leo Castiglione ha elaborato una proposta ancora al vaglio della prefettura. «Il nostro porto ha dimostrato di essere all’altezza di operazioni di questo tipo», ha detto, «e, visto l’aumento della frequenza degli sbarchi che stanno avvenendo in tempi sempre più ravvicinati, ho proposto di installare una tensostruttura della Croce rossa italiana permanente attrezzata nel porto, in modo da garantire lo svolgimento di tutte le operazioni in loco. Oggi affrontiamo la fase emergenziale e lo stiamo facendo nel migliore dei modi, ma per il futuro ritengo sia opportuno pensare di agevolare il lavoro di tutti creando un punto stabile e fisso all’interno del porto».
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