Scalo, così viene sciupata l’acqua potabile

La parola ai cittadini. In Viale Abruzzo la perdita è copiosa. In via Gentile è iniziata la scorsa primavera
CHIETI. Nella città che pensa alle grandi opere, imperversano le buche sulle strade, con tanto di evidenti perdite d’acqua. Due segnalazioni ci sono arrivate da Chieti Scalo. Per entrambe i cittadini si sono già attivati per far presente il problema all’Amministrazione comunale, ma in tutti e due i casi, almeno per ora, non c’è stata alcuna risposta. La prima grossa perdita d’acqua si trova nella centralissima viale Abruzzo. Neanche a un chilometro di distanza da piazzale Marconi e dalla stazione ferroviaria, una pozzanghera di diversi metri si allarga su un lato della carreggiata stradale, tra il distributore di carburanti e lo stabilimento di idrosanitari Epica. Proprio i dipendenti della ditta Epica, hanno riferito alcuni residenti, si sono dati da fare per chiederne la riparazione ma la grossa pozzanghera è rimasta lì da oltre un mese senza che qualcuno sia intervenuto per porvi rimedio. L’altra segnalazione ci è arrivata invece dal signor Gabriele Del Grosso che da mesi esce da casa e si trova a camminare tra rivoli d’acqua che scorrono a valle. Il signor Del Grosso abita in via Tommaso Gentile, una traversa di via Colle dell’Ara. La strada, piccola ma trafficata visto che conduce direttamente al palazzetto di Colle dell’Ara e agli impianti sportivi di via Pescara, è già tutto un programma quanto a buche e dissesti stradali, presenti praticamente lungo tutto il tratto viario, ma ad impensierire i residenti sono le perdite che dall’inizio della stagione primaverile hanno iniziato a sgorgare dal centro della carreggiata stradale. Il timore dei residenti è che le infiltrazioni idriche possano in qualche modo minare le fondamenta delle case in corrispondenza delle perdite.
Mese dopo mese, in diversi sono andati al Comune per far presente il problema all’Amministrazione comunale, ma si sono sempre sentiti rispondere che al momento non si poteva intervenire, ma che si sarebbe provveduto comunque, non appena fosse stato possibile, a riparare le falle. Dalla primavera all’estate, però, nulla è cambiato e l’acqua continua a sgorgare dalle pieghe dell’asfalto. E se quell’acqua dovesse essere anche potabile, al danno si aggiungerebbe altro danno.
Arianna Iannotti

