Scambio di coppie finito a botte, assolto

5 Dicembre 2018

Cadono le accuse per un 41enne di Palmoli: nessun testimone all’incontro sessuale sfociato in aggressione

PALMOLI. Troppe incongruenze nelle accuse su uno scambio di coppie finito a botte. Troppe discordanze con la denuncia e mancanza di testimonianze a supporto della tesi accusatoria. È finito con l’assoluzione il processo per sequestro di persona, minacce e lesioni davanti ai giudici del tribunale di Vasto (presidente Guido Giangiacomo e giudici a latere Michela Iannetta e Stefania Izzi) a carico di un 41enne di Palmoli, residente a San Salvo. La delicatezza della vicenda impone l’omissione dei nomi dei protagonisti.
Tutto era cominciato da un annuncio per uno scambio di coppie: dopo gli accordi non rispettati, secondo l’accusa, l’uomo, difeso dall’avvocato Raffaele Giacomucci, avrebbe ammanettato un coetaneo di Pescara, chiudendolo nella sua auto. E insieme alla moglie avrebbe poi colpito il rivale con calci e pugni provocandogli un trauma cranio-facciale, un ematoma all’altezza dell’orecchio e contusioni multiple. Il fatto era avvenuto a Palmoli il 7 aprile 2016.
Durante il processo, sono emersi particolari imprevisti. L’aggressore ha rigettato le accuse e, attraverso il suo racconto e quello dei testimoni, ha spiegato la sua rabbia: l’imputato avrebbe picchiato il rivale per reazione davanti a un presunto torto ricevuto. All’inserzione fatta dall’uomo di Palmoli avrebbe risposto il pescarese: il luogo di incontro concordato era alla periferia di Palmoli. «Qui, però», ha ricordato l’avvocato Giacomucci, «il pescarese era arrivato da solo. Quando era entrato nella casa della coppia di Palmoli aveva assicurato che sua moglie sarebbe arrivata a breve adducendo una serie di scuse. La donna, però, non è mai arrivata. Poco dopo, durante un allontanamento di pochi minuti del padrone di casa, il pescarese avrebbe approfittato della moglie del 41enne. Al rientro di quest’ultimo, fra la coppia di Palmoli e l’uomo di Pescara era scoppiata una furiosa discussione».
E ad avere la peggio era stato il pescarese. Dopo la denuncia, il palmolese è finito a giudizio e ieri i giudici del tribunale di Vasto hanno messo fine al suo calvario. (p.c.)