Scarichi abusivi e rifiuti: autodemolitore nei guai

22 Dicembre 2018

Ortona. Area di 300 metri quadrati sequestrata della Guardia costiera Manca anche il sistema di raccolta delle acque di piazzale intrise di idrocarburi  

ORTONA. Un’area di 300 metri quadrati all’interno di un’azienda di autodemolizioni del Chietino è stata sequestrata dalla Capitaneria di porto di Ortona per la presenza di scarichi abusivi e abbandono di rifiuti. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Chieti, a partire da uno scarico anomalo presente lungo un torrente ha portato alla scoperta di una vasta zona utilizzata da una ditta, priva dei fondamentali accorgimenti di tutela ambientale, oltre che delle necessarie autorizzazioni previste per la gestione dei rifiuti in quel settore. A richiamare l’attenzione degli ispettori è stata fin da subito l’assenza di un sistema di raccolta delle acque di piazzale, evidentemente intrise di idrocarburi e frammenti di ogni sorta derivanti dalle operazioni di demolizione. Dagli accertamenti è emerso che l’azienda, seppur dotata di cisterne di raccolta dei reflui industriali prodotti, bypassava regolarmente il sistema mediante uno scarico abusivamente realizzato verso il vicino torrente, attraverso un tubo in parte sotterrato ed in parte nascosto fra la vegetazione, probabilmente al fine di evitare i costi di smaltimento.
La distanza tra l’attività e lo scarico trovato era di circa 200 metri: la guardia costiera ha cercato anche attraverso l’utilizzo del satellite e quindi tramite internet di arrivare a individuare la struttura riconducibile al tubo in questione. Si è così giunti a quell’attività, l’unica di quel tipo presente in zona. Nell’azienda sono state poi anche riscontrate, e quindi segnalate alla Procura, fra le altre, irregolarità relative all’ammassamento di rifiuti a cielo aperto e a diretto contatto con il terreno e la vegetazione nonché l’abbandono di rifiuti solidi nei terreni circostanti. Ma sono i liquidi ad aver destato le maggiori preoccupazioni.
Gli uomini della capitaneria hanno portato avanti ulteriori controlli per meglio comprendere la situazione, facendo un riscontro con le fatture di smaltimento di tutto il materiale accumulato nelle cisterne. E sono state solo due quelle a loro esibite: una per quantitativi irrisori per tutto l’anno 2017 e un’altra per l’intero 2018. Un operatore del settore automobilistico è stato denunciato per deposito incontrollato e abbandono di rifiuti, oltre che per scarico non autorizzato.
«I controlli», fanno sapere dalla Guardia costiera, che è attenta e pronta a verificare anche le segnalazioni che spesso giungono direttamente da cittadini e associazioni, «rientrano nell’ambito di azioni mirate a tutela dell’ambiente marino e sul ciclo dei rifiuti».
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