Scatta la grande solidarietà per il flautista derubato
Su Facebook si sta organizzando una colletta per ricomprare a Klaus Peter uno strumennto nuovo dopo che tre ladri hanno rubato il suo a Vasto
CHIETI. La musica unisce, abbatte barriere ideologiche, linguistiche e di ogni altro genere. Così hanno detto musicisti di ogni tempo, cultori della musica e lo ha detto anche Klaus Peter Diehl, il flautista tedesco, di strada per scelta, al quale qualche giorno fa tre balordi, a Vasto, hanno rubato il flauto traverso, di marca Hamming, d’argento. E la (ri)prova che la musica davvero unisce è che la storia di Klaus, defraudato non solo di ciò che gli procurava, grazie alla sua abilità espressa nelle piazze, il minimo sostentamento per vivere, ma dell’anima, ha scatenato una gara di solidarietà.
Su facebook la notizia del furto, riportata dal Centro è stata postata e condivisa da molti. Solo per fare qualche nome dal flautista pescarese Marco Felicioni, ma anche da Giampiero Riccardo, giovane esponente del Pd teatino che si è messo in contatto per email con il musicista. E sulla bacheca di entrambi ne è nata la volontà di tutti di raccogliere dei soldi per comprare al flautista di Colonia un nuovo strumento. «2 euro ciascuno, arriveremo a 1.000 magari 2.000 euro e glielo ricompreremo, certo non sarà in oro o quant'altro ma almeno ha un flauto per suonare!», scrive sulla bacheca di Felicioni Massimiliano Colitti, giovane musicista. Naturalmente ci sono manifestazioni di dispiacere, di tristezza, qualche insulto indirizzato ai ladri, ma la maggior parte non si vuole sottrarre all’idea di organizzare una raccolta e fare qualcosa di concreto.
«Facciamo un deposito a Di Leonardo», propone Alberto Di Muzio. E l’iniziativa di portare soldi allo storico negozio di strumenti musicali di via Pollione riscuote immediatamente numerosi consensi e trova in Riccardo il punto di riferimento della colletta.
«Io devo ritirare una chitarra», aggiunge lo stesso Di Muzio. «Se vuoi andiamo insieme», gli risponde Giampiero Riccardo. Ecco come la musica continua a tessere la trama di amicizia e solidarietà, «Fatemi sapere da chi bisogna andare» aggiunge il noto commerciante di corso Marrucino Alessandro Bonanni. E come le note in una grande teatro l’eco si diffonde inarrestabile. Addirittura le raccolte di soldi si accavallano. «Attenzione c’è un altro gruppo che sta organizzando la raccolta». «Senza l’assenso del musicista e la collaborazione del Centro qui non raccogliamo nulla», aggiunge l’attivista del Pd. «sto aspettando che Peter mi richiami, ben venga qualsiasi altra iniziativa, anche perché stiamo parlando di cifre importanti».
«Partecipo....che tristezza ma non sarà più lo stesso», commenta Anna Rita Di Nizio cogliendo quell’aspetto che va oltre il valore dello strumento, oltre il suo produttivo uso, ma tocca l’aspetto inestimabile di una storia vissuta, sofferta, goduta distrutta da un gesto ignorante.
Quel flauto di Peter Klaus Diehl era un Hamming, d’argento, con la boccola in oro, del valore di 5.000 euro, lo dice lo stesso musicista. Ma i ladri e ricettatori, sono avvertiti, non ne ricaveranno molto. Se lo venderanno a poco meno della metà non sarà certo un musicista degno di questo nome a comprarlo. E non è il metallo che ne costituisce il valore. Così, se lo fanno sciogliere otterranno, forse, un centinaio di 100 euro.
Questi figuri hanno provocato un danno enorme, per un misero piatto di lenticchie.
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