Scendono i contagiati in ospedale ma i reparti no Covid scoppiano

11 Febbraio 2022

Chi ha rinviato l’arrivo in corsia nei giorni più duri della pandemia adesso non può più attendere Cipollone: «Ora vogliamo riconvertire alcuni spazi e metterli a disposizione dei pazienti negativi»

CHIETI. All’ospedale Santissima Annunziata calano i ricoveri nei reparti Covid. Finalmente si assiste a un’inversione di tendenza, seppure in maniera ancora abbastanza lieve. Ma ora a soffrire sono i reparti dei non contagiati. Passato il picco dei positivi, i reparti non destinati ad accogliere pazienti Covid sono in sovraffollamento. Chi ha cercato di rinviare un ricovero nel momento di maggior recrudescenza del virus ora non può più attendere. Solo che lo spazio a disposizione della medicina non Covid è ancora risicatissimo. «Il problema è sempre lo stesso», dice il direttore della Clinica medica Francesco Cipollone, referente della medicina Covid della Asl, «quello della coperta corta: quando vai a coprire un settore ne lasci per forza scoperto un altro. Ecco, in questo momento, vediamo che c’è un grosso carico sulla parte non Covid dell’ospedale».
RICOVERTIRE I REPARTI
Al Santissima Annunziata, dunque, si studia il trend dei contagi per capire se e quando sarà possibile riconvertire uno dei reparti Covid. Per far fronte alla quarta ondata del virus, infatti, l’ospedale è stato costretto a chiudere molti dei suoi reparti ai pazienti che non hanno contratto il virus, per riservarli ai pazienti Covid. Dei tre reparti di Medicina, solo uno, e neanche per intero, è rimasto a servizio dei pazienti non Covid. Il reparto è proprio quello Medicina 1 di Cipollone, che però dirige anche una costola del suo reparto riservata a quei pazienti che sono arrivati in ospedale per problematiche diverse e sono risultati positivi. Sono inoltre reparti Covid anche i due che sin dall’inizio hanno combattuto il virus in prima linea: Malattie infettive e Pneumologia. E infine è stata duplicata anche la Rianimazione, con 18 letti destinati ai pazienti Covid e un’altra parte per i non Covid. «Ora la priorità», dice Cipollone, «è riconvertire il prima possibile uno dei reparti Covid, per metterlo a servizio di chi non ha contratto il virus”. La scelta potrebbe ricadere sulla Medicina 2, l’ultimo reparto in ordine di tempo che ha subito la conversione Covid. Se i dati dei contagi lo permetteranno, potrà essere riconvertito già alla fine della settimana prossima. «È il nostro obiettivo», dice Cipollone ma subito ammette che «più che un obiettivo è la nostra speranza».
CONTAGIO IN CALO
Tutto dipende, ovviamente, dai dati del contagio. Attualmente i due reparti di Medicina offrono ancora una disponibilità di 10 letti, mentre l’area multidisciplinare nata come costola della Medicina 1, ha ancora a disposizione 5 posti liberi. La Rianimazione Covid ospita 5 pazienti su 18 posti a disposizione. «Il calo c’è», assicura Cipollone, riferendo anche i dati del Pronto soccorso che nella mattina di ieri aveva accolto un solo paziente Covid. «Merito del vaccino», dice ancora il professore, «per quanto riguarda le varianti è la Omicron a fare da padrone, anche se, sulla malattia grave avanza la Delta». Quanto alla presenza di persone non vaccinate in Rianimazione, «dai nostri dati fluttua tra il 75 e il 90%», conclude Cipollone.
GLI ULTIMI DATI
Secondo il monitoraggio settimanale che la Asl fa sull’andamento epidemiologico del virus, in provincia di Chieti il numero totale di casi attivi sino alla scorsa domenica è pari a 8.858 di cui 8.712 a domicilio e 146 ricoverati nelle strutture ospedaliere. La maggiore concentrazione di casi attivi è ovviamente nei centri più grandi: 1.369 positivi sono residenti a Chieti, 587 a Francavilla al Mare, 1.038 a Lanciano, 328 a San Giovanni Teatino, 557 a San Salvo e 1.063 a Vasto. Ieri in provincia ci sono stati 609 nuovi casi.
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