Schiaffi all’anziana malata: badante violenta condannata a tre anni e mezzo di carcere

L’imputata incastrata dalle telecamere installate in casa dalla figlia della vittima La confessione in un messaggio: «Chiedo scusa per come ho trattato tua madre»
CHIETI. Ha schiaffeggiato e umiliato l’anziana malata di 87 anni che avrebbe dovuto accudire. Ma le sue violenze sono state filmate dalle telecamere che la figlia della pensionata aveva installato nell’appartamento di piazza Garibaldi, nel cuore del centro storico di Chieti. Immagini choc, consegnate alla polizia, che mostrano una donna inerme, colpita e strattonata senza motivo. Ieri pomeriggio, la badante violenta Haydee Nasta – 47enne originaria di Cesena, formalmente residente a Pianella, ma di fatto senza fissa dimora – è stata condannata a tre anni e mezzo di reclusione con l’accusa di maltrattamenti aggravati «dall’avere commesso il fatto abusando delle condizioni fisiche e psichiche della vittima tali da minorarne la difesa». La sentenza è stata pronunciata dal giudice Enrico Colagreco, pm d’aula Natascia Troiano. Gli investigatori della squadra mobile di Chieti hanno condotto le indagini coordinate dal procuratore Lucia Anna Campo.
LA RICOSTRUZIONE
La vicenda viene fuori all’inizio di marzo di due anni fa. La premessa è che la figlia dell’anziana ha montato nell’appartamento un sistema di videosorveglianza perché l’anziana soffre di demenza senile e, anche quando non è a casa, ha necessità di controllarla. Una sera, guardando le immagini che si riferiscono a qualche ora prima, la sua attenzione viene catturata da una sequenza terribile: la badante, arrivata da pochi giorni nell’appartamento e ancora in prova, si avvicina all’87enne e – pur non essendoci alcuna ragione – la prende a schiaffi in faccia e le strattona le gambe. Sono video che stringono il cuore e indignano: l’anziana, a causa della malattia, non riesce neppure a gridare o ad accennare un minimo di reazione.
LE INDAGINI
La figlia non ci pensa due volte a prendere il telefono, a digitare il 113 e a raccontare ciò che ha appena visto. Sul posto si precipitano i poliziotti della squadra volante. Le immagini confermano la veridicità della denuncia. La badante violenta si allontana volontariamente dall’appartamento. Nelle ore successive scattano gli accertamenti della Mobile, che ricostruisce nel dettaglio la vicenda.
LE ECCHIMOSI
Non solo i video: la figlia ha notato anche alcune ecchimosi su una mano della madre, segni inequivocabili dei maltrattamenti andati avanti – secondo l’accusa – per nove giorni, ovvero il periodo che Nasta è rimasta nell’appartamento di Chieti. C’è un’ulteriore prova che incastra l’imputata. Qualche giorno dopo aver lasciato la casa, infatti, la badante invia un sms alla figlia dell’anziana in cui chiede scusa per il modo in cui ha trattato l’87enne. È a tutti gli effetti una confessione. Ecco perché quel messaggio finisce agli atti dell’inchiesta. Sette mesi dopo, l’anziana muore in ospedale.
IL PROCESSO
Il resto è storia recente. Ieri pomeriggio, in tribunale a Chieti, il processo è arrivato al capolinea. La difesa ha chiesto l’assoluzione o di derubricare il reato in lesioni personali. Ma, secondo il giudice, quei maltrattamenti meritano tre anni e mezzo di carcere. Senza alcuna attenuante.
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