Schianto mortale, automobilista assolto

24 Febbraio 2021

ALTINO . Non ebbe colpa nell’incidente in cui Vincenzo Trotta, 66 anni, perse la vita. È stato assolto con formula piena, perché il fatto non sussiste, Dario V. 33enne di Archi, accusato di omicidio...

ALTINO . Non ebbe colpa nell’incidente in cui Vincenzo Trotta, 66 anni, perse la vita. È stato assolto con formula piena, perché il fatto non sussiste, Dario V. 33enne di Archi, accusato di omicidio stradale. La sentenza è stata emessa dal giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi nell’udienza svolta con rito abbreviato condizionato alla produzione di una perizia tecnica. Il 33enne, per l’accusa, sarebbe stato corresponsabile della morte di Trotta, avvenuta 13 ore dopo l’incidente in cui i due rimasero coinvolti la sera del 29 dicembre 2018 sulla statale 84 a Selva di Altino. Trotta, alla guida di una Volskswagen Polo, attorno alle 23 stava percorrendo la strada per tornare a casa, ad un tratto parzialmente invase la corsia opposta dove stava sopraggiungendo la C3 Aircross condotta da Dario V. Ci fu un impatto violentissimo e fatale al 66enne, che prima fu portato all’ospedale di Lanciano, nella notte poi fu trasferito a Chieti dove fu operato d’urgenza per una lesione all’aorta. Dopo il delicato intervento chirurgico, il pensionato non si risvegliò e morì alcune ore dopo. E per l’accusa, sostenuta dal sostituto procuratore Francesco Carusi, Dario V. avrebbe avuto la sua colpa nell’incidente perché «procedeva a forte velocità, non teneva strettamente la destra, non ha controllato il veicolo fermandolo in tempo». «Nulla di tutto ciò è emerso in udienza e dalla perizia», precisa il legale dell’uomo Massimiliano Sichetti, «anzi è emerso che il 33enne andava nella sua corsia, a velocità regolare e mantenendo il margine destro. Una condotta di guida corretta. Non ha avuto colpe nel tragico incidente che ha strappato alla vita Trotta, e colpito duramente la famiglia e la comunità. Ma lui stesso ha sofferto. Ora con questa sentenza può ritrovare almeno in parte la serenità perduta». (t.d.r.)