Schianto per un selfie Il pm: è omicidio stradale

Chiuse le indagini per la morte di Andrea Marinelli e Domenico Castrignanò Indagato il giovane alla guida della Panda. Che prese in pieno il guard rail
VASTO. Le indagini sulla tragica morte del calciatore Andrea Marinelli, 22 anni, e lo studente universitario Domenico Castrignanò, 21 anni, sono finite. La magistratura di Larino ha inviato l’avviso di conclusione ai difensori di Mattia Lammanda, 25 anni, il conducente della Panda, a bordo della quale il 17 luglio 2016 dell’incidente morirono i suoi amici a causa di un incidente stradale. L’accusa è quella di omicidio stradale. Il pool di esperti e periti incaricati dalla Procura di eseguire gli accertamenti di rito ha terminato il lavoro e ha consegnato i risultati ai magistrati. L’auto è stata esaminata accuratamente dal professor Giovanni Russo per la Procura di Larino, e dall’ingegner Paolo Lalli per la difesa del conducente. Consegnato alla Procura anche il risultato del sopralluogo fatto sul luogo dell’incidente nel mese di ottobre.
In particolare, sono stati stata misurati l’altezza del punto d’impatto e la traiettoria del guardrail che squarciò l’abitacolo, finendo contro i giovani che viaggiavano sul lato passeggeri. Particolari che saranno importantissimi in aula, così come il risultato delle perizie eseguite sui cellulari delle vittime e del guidatore. Pare che pochi secondi prima della tragedia, il guidatore, le vittime e un quarto amico, per concludere e suggellare una serata spensierata avessero deciso di fare un selfie. Poi lo schianto violento e senza scampo per Andrea, che sedeva vicino al conducente, e Domenico che era dietro di lui. I periti hanno confrontato i dati acquisiti subito dopo l’incidente con le misurazioni fatte sulla Statale 16.
A distanza di mesi dall’ incidente sono ancora numerose le manifestazioni di affetto per le due vittime, entrambe note e benvolute a Vasto. Le indagini dirette dal pm Ilaria Toncini sono state condotte dai carabinieri del Norm di Termoli guidati dal maggiore Paolo Nichilo. Fondamentali per l’esito dell’inchiesta le dichiarazioni fatte a caldo, poche ore dopo lo schianto, da G.R., 22 anni, il giovane superstite dell’incidente che ha vissuto la tragedia in prima persona, e che è vivo per miracolo. E come lui anche i testimoni che hanno assistito alla sbandata della vettura, e che per primi hanno richiesto i soccorsi. L’accusato a distanza di mesi continua a stare male. Lui e le vittime erano molto legati. «È molto provato, per lui i due ragazzi morti nello schianto erano come fratelli», dicono alcuni amici. Tra i tanti messaggi di cordoglio arrivati alle famiglie delle due giovani vittime arrivò anche quello del papà di Roberta Smargiassi, la giovane donna morta dopo essere stata investita sul motorino dall’auto guidata di Italo D’Elica. «Il mio cuore già profondamente lacerato per la perdita di mia figlia è tornato a sanguinare», scrisse Nicola Smargiassi. Il 24 luglio a Roberta, Andrea e Domenico la città dedicò la “notte delle lanterne”. Centinaia di lanterne furono lanciate in cielo in loro ricordo e in ricordo di Giuseppe Crisci , vigile del fuoco e vittima a sua volta di un incidente stradale a fine giugno.

