Scientifico, è ancora stop per la sede di via Vernia

Le opere per ristrutturare la scuola furono appaltate a novembre del 2015 Dovevano durare 10 mesi e invece per ripartire servono altri 600mila euro
CHIETI. Ancora uno stop per i lavori della sede storica del liceo scientifico Masci di via Vernia. Le opere sono ferme dall’inizio di dicembre scorso, e ancora una volta a bloccarle è una serie di lavori imprevisti che verranno a costare circa 600mila euro. Soldi che non si sa neanche da quale ente dovranno arrivare. E così un’opera appaltata a novembre del 2015, che avrebbe dovuta essere terminata in 300 giorni lavorativi, vale a dire dieci mesi, è ancora ferma al palo, con gli studenti sfrattati al seminario regionale e la Curia che inizia a chiedere quando potrà riavere indietro le aule.
I lavori sono stati appaltati dalla Provincia alla ditta teatina De Cesare. Le opere da realizzare consistono in lavori di miglioramento sismico della struttura per un importo di oltre 626mila euro e per un finanziamento complessivo di oltre 822mila euro. Il primo problema si è verificato subito all’inizio: non si poteva cominciare i lavori con gli studenti dentro l’edificio e così si è dovuto attendere un anno perché il cantiere fosse consegnato alla De Cesare, che, dunque, ha potuto aprirlo solo ad agosto 2016. I lavori sono stati poi sospesi a dicembre dello stesso anno in attesa dell’approvazione da parte della Provincia di una perizia suppletiva e di variante, che ha richiesto oltre un altro anno di fermo. Nel 2018 si è finalmente ripreso a lavorare, fino al nuovo stop all’inizio di dicembre. In corso d’opera sono spuntati «lavori imprevisti», fa sapere l’architetto Francesco Faraone della Provincia, per cui serve un nuovo lotto funzionale di circa 600mila euro per completare i consolidamenti delle volte (due terzi del tetto è stato fatto), il corpo della scala centrale, il rifacimento di tutte le tramezzature antisismiche e, infine, gli impianti. In particolare, per ultimare il rifacimento del tetto servono 121mila euro e due mesi di lavoro (in questo caso i soldi dovrebbero essere completamente a carico della Provincia che, però, va a rilento dal punto di vista burocratico), mentre altri 500mila euro servirebbero per le altre opere che, da sole, potrebbero permettere la riapertura della scuola, anche se i lavori non sarebbero ancora completamente terminati. Questa somma non si capisce chi deve erogarla. «Entro marzo», dice Faraone, «si capirà se il bilancio provinciale potrà finanziarla».
Quel che è certo è che il presidente Mario Pupillo vuole riaprire al più presto la struttura, tanto che l’ha inserita tra le priorità dell’ente. Ciò nonostante i suoi uffici vanno a rilento. Se l’erogazione dei soldi avvenisse entro marzo, per il prossimo anno scolastico i liceali potrebbero tornare nella loro vecchia scuola, in attesa della nuova sede che verrà realizzata nell’ex caserma Berardi. Qui i lavori partiranno entro la prima metà di marzo e dovrebbero concludersi, salvo imprevisti, a dicembre del 2020.
Intanto i 4mila metri di ponteggio e la gru montati allo Scientifico restano inutilizzati nel cantiere fermo da tre mesi in via Vernia.

