Scongiurati 80 esuberi alla Pail Mobilità volontaria concordata

7 Agosto 2015

Atessa, intesa di massima tra proprietà e Cisl-Cgil nell’azienda leader nelle costruzioni di porte e infissi Oggi la presentazione del piano ai lavoratori valido per i prossimi tre-quattro anni di attività

ATESSA. C’è un accordo di massima sulla crisi della Pail Serramenti, azienda leader nel settore edilizio per la costruzione di porte e infissi in legno, alluminio e pvc. La direzione aziendale aveva annunciato nei giorni scorsi la mobilità forzata per 80 dipendenti su 190, quasi la metà di tutta la forza lavoro. Secondo alcune indiscrezioni trapelate nelle ultime ore l’ipotesi dei licenziamenti sarebbe arrivata direttamente dalle banche per ristabilire un rapporto più equilibrato tra fatturato e numero di lavoratori in vista della richiesta di eventuali finanziamenti e prestiti.

Ieri in Provincia si è svolto un incontro con i sindacati. Dalle prime notizie trapelate l’accordo scongiurerebbe i licenziamenti e metterebbe al riparo lavoratori e azienda per il futuro imminente. Si parla di ricorrere alla mobilità volontaria incentivata e di sottoscrivere, di comune accordo con l’azienda e sindacati, un piano industriale che programmi le attività della Pail per i prossimi tre-quattro anni. Il piano sarebbe soggetto comunque a controlli periodici, ma permetterebbe di continuare a sfruttare gli ammortizzatori sociali.

I sindacati coinvolti sono Filca-Cisl e Fillea-Cgil. L’accordo sottoscritto verrà sottoposto e spiegato oggi stesso ai lavoratori per la ratifica finale. In queste ore verrà ufficializzato tramite una comunicazione ufficiale delle parti sociali l’accordo-quadro deciso con l’azienda. Per quanto riguarda la mobilità volontaria ci sarebbero degli incentivi da concordare.

La Pail è da sempre leader nel settore delle costruzioni edilizie per la fornitura di serramenti. Una realtà produttiva che, nei tempi di massima espansione, ha contato ben oltre i 200 dipendenti e che produce annualmente 75mila porte interne, 15mila serramenti esterni, semilavorati e componenti in legno, destinati sia al mercato nazionale che a quello estero, sia europeo che extra europeo.

L’azienda ha oltre mezzo secolo di storia: è nata da una piccola realtà artigianale iniziata 50 anni fa quando Amerigo Pellegrini, giovane falegname, fondò un laboratorio di soli 100 metri quadrati per la produzione di porte e finestre in legno. Da allora lo stabilimento si è esteso su una superficie complessiva di circa 100mila metri quadri.

Le difficoltà sono arrivate con il crollo del settore edilizio qualche anno fa e una crisi di liquidità degli ultimi tempi. L’azienda attualmente sta sfruttando gli ammortizzatori sociali che scadranno tuttavia il prossimo novembre. Già in passato i dipendenti avevano scelto di fare dei sacrifici per evitare gli esuberi attraverso il ricorso alla mobilità volontaria, la rinuncia ai ticket e ai super minimi e la fruizione della tredicesima a rate.

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