Sconti Tari e aiuti ai negozi le richieste dei commercianti

Confcommercio, Confesercenti e Confartigianato chiedono un piano per salvare le attività Tiberio: sì a misure straordinarie. Legnini: sgravi fiscali necessari. Giangiulli: serve liquidità
CHIETI. Ok al piano del Comune sul rinvio della Tari, ma per sostenere il commercio bloccato dall’emergenza coronavirus serve molto di più. I rappresentanti di categoria accolgono con favore lo slittamento a settembre della tassa sui rifiuti per le attività chiuse che si potrà pagare in due rate, ma credono che non sia sufficiente a evitare il tracollo di un settore drammaticamente in bilico.
«È apprezzabile qualsiasi azione utile alle aziende attualmente in grande apprensione e difficoltà», dice la presidente provinciale di Confcommercio Marisa Tiberio, «a causa degli impatti devastanti delle misure di contenimento e gestione dell’emergenza sanitaria. Ma davanti a eventi straordinari occorrono azioni straordinarie. Arriverà il giorno in cui la crisi sanitaria sarà finita e lentamente dovremo rialzarci in un’economia totalmente diversa, dove sono state scardinate logiche che prima sembravano indiscutibili. Quello sarà il momento in cui la politica dovrà dimostrare di essere all’altezza con competenza e senza colori».
«Sicuramente il rinvio dei pagamenti è necessario e vitale, soprattutto per quelle attività che vivono di incassi giornalieri», dice Lido Legnini, direttore regionale di Confesercenti. «Ben venga questa misura che va a sostenere soprattutto quella che in gergo si definisce come l’economia del cassetto, vale a dire quei piccoli esercenti che si reggono solo sulle entrate giornaliere. Ma, se è vero che si rinviano alcune spese, restano comunque costi fissi a cui bisogna far fronte. Oltre ai rinvii servono perciò sgravi fiscali e sostegni economici».
«Mi fa piacere che sindaco e giunta, nonostante siano in scadenza di mandato, abbiamo deciso questa misura», aggiunge Marina De Marco, presidente Confesercenti Chieti. «Penso che in questo momento si debba mettere da parte la conflittualità politica, propria anche del periodo elettorale, per iniziare a lavorare tutti insieme per il bene di una città già in difficoltà prima dell’emergenza sanitaria. Spero che questa pausa forzata sia utile anche per riflettere sull’identità della città e del suo tessuto commerciale. La crisi sanitaria ha, ad esempio, mostrato quanto sono importanti i piccoli negozi di vicinato. Il commercio di prossimità si è ora svelato come una necessità e si è visto quanto i piccoli negozianti rimasti aperti abbiano svolto il ruolo importantissimo che sempre hanno avuto di presidio del territorio».
«Lo slittamento della Tari», conclude il direttore provinciale di Confartigianato Daniele Giangiulli, «è un segnale che aspettavano, in linea con quanto deciso dall’Abi, l’Associazione delle banche italiane, con la sospensione dei pagamenti fino a settembre. Il vero problema è la mancanza di liquidità. L’appello al mondo bancario, ma soprattutto alle banche locali e alla Camera di commercio, è quello di studiare prodotti finanziari ad hoc che possano supportare la ripresa, anche sfruttando il fondo di garanzia dello Stato, in sinergia con i consorzi fidi del territorio. Al sindaco», prosegue Giangiulli, «chiediamo di pensare a un tavolo di concertazione che veda presenti le associazioni di categoria, la Camera di commercio, la fondazione Banco di Napoli e il sistema bancario per individuare misure aggiuntive in base alle necessità specifiche della città». (cr.ch.)

