Scontro sul mercato trasferito: la protesta approda in consiglio

Mozione dell’opposizione per chiedere all’amministrazione di riportare i banchi in corso Marrucino Per la minoranza la scelta è stata arbitraria. L’assessore: «Decisione condivisa con gli operatori»
CHIETI. Si alza il livello dello scontro politico sul tanto discusso spostamento del mercato settimanale del venerdì da corso Marrucino a via della Liberazione e via XXIV Maggio. Il caso approda in consiglio comunale dopo le proteste dell’opposizione, le raccolte firme di ambulanti e commercianti e le rimostranze arrivate persino dai residenti.
I gruppi di minoranza Udc, Fratelli d’Italia, Azione politica, Lega Chieti, Viva Di Iorio sindaco e Forza Chieti, con i capigruppo Mario De Lio, Carla Di Biase, Serena Pompilio, Mario Colantonio, Giampiero Riccardo, Bruno Di Iorio e Maurizio Costa hanno depositato ieri una mozione alla segreteria dell’ufficio di presidenza del consiglio comunale per impegnare il sindaco Diego Ferrara e l’amministrazione a riportare i banchi sul corso principale della città «affinché Chieti sia la città che si costruisce con il contributo di chi la vive e ci lavora».
L’assunto di base è che la sperimentazione prima e lo spostamento definitivo del mercato poi siano stati decisi dall’esecutivo arbitrariamente senza aver coinvolto la totalità degli ambulanti e delle associazioni di categoria. La delibera sullo spostamento definitivo, in particolare, firmata dall’assessore al Commercio Manuel Pantalone, è frutto secondo l’opposizione di una concertazione avvenuta durante un tavolo tecnico «di cui non si conoscono le presenze, composto da rappresentanze delle associazioni di categoria». «Ci si chiede», prosegue la minoranza, «se fossero presenti anche le associazioni dei consumatori». L’accordo e l’unanimità chiamati in causa più volte dalla maggioranza «vengono di fatto smentite dalla sottoscrizione di petizioni, richieste di incontri e critiche degli stessi consumatori», dice l’opposizione.
I primi a contestare la decisione sono stati 50 ambulanti, che il 23 febbraio scorso hanno presentato un documento in cui si chiedeva la revoca della delibera con la quale era stata avviata la sperimentazione, mettendo sul piatto una diminuzione del 40 per cento degli incassi o addirittura un azzeramento. In seguito, per le stesse ragioni, il 1° marzo è stata sottoscritta una petizione da 22 attività che si trovano a corso Marrucino, mentre i residenti hanno segnalato tramite pec alcune criticità sulla sicurezza e sulla viabilità. Come si legge sulla mozione firmata dai gruppi di opposizione dopo un altro incontro con una parte degli ambulanti, alcuni commercianti e residenti, il trasferimento del mercato «ha sortito come unico effetto l’aver svuotato ulteriormente il centro, destinandolo a salotto vuoto e parcheggio».
Immediata la replica dell’assessore Pantalone, che rispedisce le critiche al mittente: «Lo spostamento non è stato affatto una scelta arbitraria, ma condivisa dalle associazioni di categoria e dagli operatori stessi, come dimostrano i verbali. La discussione in aula fa sempre bene, ma stiamo già proseguendo un dialogo fattivo con gli ambulanti, cercando soluzioni per implementare l’attuale collocazione anche rispetto alla prima parte di corso Marrucino. Da parte nostra c’è apertura totale, ma da piazza Vico a via Valignani è impossibile posizionare i banchi per motivi tecnici. La prossima settimana andrà in giunta la delibera sul nuovo mercato al Villaggio Mediterraneo».
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