Scontro sulle ingiunzioni: multe irregolari da pagare

Il Comune cambia la dicitura ai varchi e si adegua alle direttive ministeriali Ma arrivano le stangate per le sanzioni fuorilegge, Paolucci: vanno cancellate
LANCIANO. «Ztl attiva» e «Ztl non attiva». È cambiata la dicitura sui cartelli ai varchi delle zone a traffico limitato: il Comune si è adeguato alle direttive del ministero dei Trasporti, che, per maggiore trasparenza e comprensione agli automobilisti, ha cancellato il messaggio presente anche a Lanciano «varco attivo» e «non attivo» sostituendolo con «Ztl attiva» e «Ztl non attiva». Ma se la dicitura ora è corretta restano i problemi per i ricorsi alle multe elevate fino a febbraio del 2018 quando la cartellonistica è stata adeguata tra continui debiti fuori bilancio e soprattutto stangate per le famiglie che si sono viste recapitare ingiunzioni di pagamento di 4-500 euro e in alcuni casi anche di mille per multe non pagate anche se, in realtà, quelle sanzioni non avrebbero dovuto essere elevate.
LE INGIUNZIONI. A sollevare il caso sono stati in particolare alcuni disabili che, pur potendo transitare con le auto nella zona a traffico limitato, sono incappati invece nelle multe che, una volta diventate definitive, devono essere pagate anche se irregolari. Si tratta di persone che si sono viste annullare le prime sanzioni ricevute e, credendo che il Comune andasse avanti cancellando le altre in autotutela, non hanno proposto ricorsi. Di qui, sono scattate le ingiunzioni. «La legge è legge», interviene la consigliera Tonia Paolucci (Libertà in Azione), «ma se il Comune avesse applicato l’autotutela si sarebbero evitati questi problemi, che sono macigni per le famiglie considerate le cifre da sborsare. Abbiamo chiesto al Comune un aiuto e il sindaco Mario Pupillo si è impegnato a valutare i casi e cercare il modo, ovviamente legale e tecnicamente corretto, per evitare le ingiunzioni. Invece, nell’ultimo consiglio comunale, ha alzato le mani e ha detto che quelle multe devono essere pagate. Faranno verifiche per vedere se ci sono state della mancanze ma bisogna pagare. Credo che», dice Paolucci, «in Italia sia la prima volta che accade una cosa del genere: vengono ingiustamente multate delle persone diversamente abili, le multe non si revocano e scattano le ingiunzioni».
CLASS ACTION. Ma c’è anche chi i ricorsi al giudice di pace, per aver preso multe infrangendo la Ztl, continua a farli. In particolare quanti hanno ricevuto le sanzioni prima dell’adeguamento della cartellonistica, avvenuto il 5 febbraio 2018, ossia a partire dal giugno 2016, quando la Ztl è entrata in vigore tra le polemiche. Ascom, l’associazione presieduta da Angelo Allegrino, ha avviato anche una class action, un ricorso collettivo di chi si ritiene ingiustamente multato. Ci si può rivolgere all’associazione fino a settembre. Finora i ricorsi vinti dagli automobilisti sono costati al Comune debiti fuori bilancio per migliaia di euro. Invece, come evidenziato dall’assessore al traffico Francesca Caporale con la segnaletica 2018 «la situazione è ormai nella normalità. Ci sono meno di una decina di multe al giorno nei 7 varchi Ztl».

