Scoperta maxi evasione fiscale: Iva non pagata per 600mila euro

2 Marzo 2023

Nei guai l’amministratore di una società teatina del settore dei manufatti in ferro e in alluminio Verifiche delle Fiamme gialle: pagamenti in nero e un milione e 460mila euro di redditi non dichiarati  

CHIETI. Una società teatina del settore dei manufatti in ferro e in alluminio accumula in sette anni un’evasione fiscale da oltre 600mila euro di Iva non pagata, 1 milione e 460mila euro di redditi non dichiarati e, in più, 1 milione e 260mila euro di costi “fittizi” e “indeducibili”, inseriti cioè in detrazione per diminuire il calcolo dell’imposta sul reddito, ma che in realtà il fisco non consente di scaricare. Ad accertare la violazione tributaria, relativa alle annualità dal 2016 al 2022, è il nucleo di polizia economico finanziaria del comando provinciale della guardia di finanza di Chieti, guidato dal colonnello Michele Iadarola, nell’ambito delle attività ispettive portate avanti per contrastare il fenomeno dell’evasione.
A insospettire i finanzieri e a convincerli a controllare una società a responsabilità limitata è stata la circostanza che il nome dell’unico socio e amministratore unico è venuto fuori in diverse segnalazioni di operazioni sospette «di norma generate in occasione di presunte attività di riciclaggio o di fondi la cui provenienza potrebbe derivare da azioni criminose», specificano dal comando provinciale di Chieti. In questo caso specifico, parliamo di numerose movimentazioni sui conti correnti (tra versamenti e prelievo di denaro in contante) intestati a una ditta individuale che fa capo sempre al medesimo amministratore della società ispezionata.
Di qui la decisione dei finanzieri di intervenire con un blitz nella sede operativa della società del settore dei manufatti, che ha consentito di trovare ed esaminare la documentazione extracontabile, confermando quindi l’esistenza di «diverse cessioni di beni effettuate in nero, ricorrendo a pagamenti rigorosamente in contanti» che successivamente confluivano sui conti correnti della società. «Per cristallizzare le cessioni di beni avvenute senza la relativa documentazione fiscale», concludono i finanzieri, «le operazioni di verifica sono state integrate da ulteriori controlli che hanno permesso di riscontrare l’effettiva consegna, da parte di un’azienda di trasporti incaricata dalla società, del materiale venduto da quest’ultima ai propri clienti».
Al termine delle attività di verifica fiscale delle fiamme gialle, il fascicolo è stato trasferito all’agenzia delle entrate, competente per il territorio, che ha emesso un primo avviso di accertamento nei confronti della società interessata, relativo al 2016, «in quanto annualità in scadenza di termini», fa sapere la Finanza.
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