Scoperti 106 fattorini in nero: maxi multa all’azienda teatina

«Lavoravano senza riposo e con zero tutele per la sicurezza, guadagni di cinque volte inferiori al contratto nazionale»
CHIETI. Lavoravano guadagnando fra due e cinque euro l’ora, senza tutele contrattuali, ferie e riposi settimanali. Un’indagine della Guardia di finanza di Chieti ha messo nero su bianco quello che è un problema ormai diffuso non solo nelle gradi città: lo sfruttamento dei rider, ragazzi e ragazze che consegnano cibo a domicilio. Il Nucleo di polizia economico finanziaria ha scoperto 106 fattorini «in nero» impiegati da una società teatina che opera nel «food delivery», settore cresciuto in modo esponenziale durante l’emergenza Covid: nei confronti dell’azienda, che ha una sede anche a Pescara, è scattata una maxi multa da oltre mezzo milione di euro.
LE INDAGINI
A svelare il sistema che calpestava sicurezza e diritti dei lavoratori sono stati gli stessi rider. Le fiamme gialle hanno fatto breccia nel muro di silenzi e diffidenza innalzato da questi giovani tra i 16 e i 24 anni, principalmente alla prima esperienza nel mondo del lavoro o universitari che avevano necessità di un’entrata per pagarsi gli studi. Per dirla con le parole degli investigatori, l’ispezione è scattata – come ogni anno – nell’ambito di uno specifico piano di intervento che ha il chiaro obiettivo di scovare «soggetti connotati da elevati e concreti profili di pericolosità fiscale». I finanzieri hanno così accertato che i fattorini erano vincolati alla ditta di Chieti da «contratti di collaborazione occasionale» che, in realtà, mascheravano un rapporto di lavoro dipendente ed esclusivo. In questo modo, la società ha potuto utilizzare i rider per le consegne di prodotti alimentari nelle case dei clienti «ottenendo un significativo risparmio contributivo ed erariale».
L’ESITO DELL’ISPEZIONE
I fattorini, riassume la finanza, «sono stati impiegati senza le tutele retributive, il riconoscimento di ferie e riposi settimanali e l’applicazione delle norme minime della sicurezza sul lavoro. La ricostruzione del modello organizzativo aziendale ha evidenziato, infatti, che percepivano da un minimo di due a un massimo di cinque euro l’ora, a fronte degli almeno dieci previsti dal contratto collettivo nazionale di riferimento». Dagli accertamenti è venuto fuori uno spaccato preoccupante: «I fattorini», spiegano ancora le fiamme gialle, «utilizzavano biciclette e scooter privati e dovevano rispettare stringenti tempistiche di lavoro per eseguire le consegne, concentrate soprattutto nelle fasce orarie di pranzo e cena, senza tener conto delle condizioni climatiche in cui operavano».
LE SANZIONI
La società teatina è stata anche diffidata a regolarizzare la posizione dei rider con l’assunzione. L’Inps dovrà invece calcolare «la consistente evasione contributiva che è stata scoperta». Altri 38 lavoratori sono stati individuati come irregolari. «La Guardia di finanza», concludono dal comando provinciale, «è in grado di colpire, nella loro globalità, tutti quei fenomeni che costituiscono ostacolo alla crescita e alla realizzazione di un mercato pienamente concorrenziale e trasparente su cui basare lo sviluppo di una società equa e attenta ai bisogni di ciascuno».
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