Scoperti i funghi allucinogeni per i rave

Coppia finisce in arresto: la casa in centro trasformata in un market di droghe sintetiche, sequestrati 2.500 euro
CHIETI. Nella loro casa di via de Lollis, nel cuore del centro storico di Chieti, nascondevano funghi allucinogeni, cocaina e potenti droghe sintetiche da vendere durante i rave party. La squadra mobile ha arrestato per spaccio una coppia teatina: Italo Pompa, 42 anni, e Antonella Priori (32) si trovano ai domiciliari su disposizione del pm di turno Giancarlo Ciani. Il blitz è scattato nell’ambito di un’inchiesta aperta dalla procura di Siena perché entrambi, insieme ad altre 5 persone, sono ritenuti tra gli organizzatori di un rave party che si è tenuto lo scorso settembre, in Val d’Orcia, con la partecipazione di circa tremila giovani provenienti da tutta Italia. Agli indagati, giovedì pomeriggio, è stato dunque notificato un decreto di perquisizione con contestuale avviso di garanzia per i reati di «concorso in invasione aggravata di terreni ed edifici e distruzione e deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto».
I poliziotti della sezione narcotici, coordinati dal sostituto commissario Bruno Gasbarri, hanno passato al setaccio l’abitazione che si trova lungo la parallela di corso Marrucino. E sono spuntate droghe di tutti i tipi, per un peso totale di circa 50 grammi, custodite anche in camera da letto: cocaina, anfetamina, Mdma, hashish, marijuana, ecstasy e funghi allucinogeni. Secondo l’accusa, la presenza nell’appartamento di un bilancino digitale e di 2.500 euro in contanti è un ulteriore indizio dell’attività di spaccio portata avanti dagli indagati. La coppia, spiega ancora la polizia, aveva di fatto allestito «un market degli stupefacenti destinato probabilmente a una clientela particolare»: quella dei rave party che, come dimostrato dal raduno illegale organizzato esattamente una settimana fa a Rapino, sono sempre più frequenti anche in provincia di Chieti. Lunedì mattina Pompa e Priori, difesi dagli avvocati Antonello Remigio e Andrea Di Lizio, verranno interrogatori in tribunale dal giudice per le indagini preliminari Andrea Di Berardino. Due giorni fa, sempre nel contesto della manifestazione “fuori legge” dello scorso settembre, sono state eseguite anche altre perquisizioni che hanno portato al sequestro di documenti, computer, cellulari, una piantagione di marijuana e altre droghe.
Non è la prima volta che Pompa finisce in manette. Nel novembre del 2013, infatti, era stato arrestato a Castelfiorentino insieme ad altri tre uomini che si trovavano con lui a bordo di una Lancia Delta: sotto un sedile erano nascosti 198 ovuli, tutti contenenti hashish, per un peso complessivo di poco più di due chili. Anche in quel caso la droga, in base alle ipotesi degli investigatori, sarebbe stata spacciata nel corso di un rave party.

