Scortitalia getta la spugna: 70 disoccupati
CHIETI. Scortitalia getta la spugna e riconsegna la licenza. Un finale che i sindacati avevano già annunciato dallo scorso mese di dicembre, ma smentito in più occasioni dal proprietario Vincenzo...
CHIETI. Scortitalia getta la spugna e riconsegna la licenza. Un finale che i sindacati avevano già annunciato dallo scorso mese di dicembre, ma smentito in più occasioni dal proprietario Vincenzo Giampietro.
Ora l’epilogo: da oggi, nessuno dei 70 dipendenti (25 già in mobilità volontaria non retribuita) non avranno più una occupazione.E l’entità dei debiti accumulati dalla proprietà verso i dipendenti pesa come un macigno. «L’azienda deve ai lavoratori 7 mensilità non pagate» riferisce Fabio Urbini, segretario regionale dell’Ugl «nel conto va aggiunta anche la mancata corresponsione del trattamento di fine rapporto di 25 lavoratori andati in mobilità nel 2013».
Naufragata la speranza per il rilancio di un’azienda andata progressivamente in crisi anche per il mancato pagamento da parte delle ditte che hanno chiesto l’intervento dei vigilanti di Scortitalia per la sicurezza del luogo di lavoro, ora bisognerà fare i conti con i 45 che da un giorno all’altro si troveranno senza occupazione.
Il nodo più insidioso da sciogliere è la messa in mobilità dei 45 vigilanti che, nonostante le difficoltà, hanno continuato a prestare servizio a Scortitalia. Mobilità che non è stata ancora richiesta dal proprietario dell’istituto di vigilanza e che dovrà essere concessa dal giudice perché l’azienda è in regime di concordato preventivo. «Senza mobilità» riprende Urbini «non sarà possibile piazzare i vigilanti di Scortitalia in altri istituti di vigilanza. Nonostante qualcuno di loro abbia già espresso la volontà di assumere qualche unità lavorativa». (y.f.)
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