Scortitalia, nessuno spiraglio per 40 vigilanti

30 Novembre 2014

Il segretario regionale dell’Ugl Urbini: non sappiamo ancora perché l’azienda ha cessato l’attività

CHIETI. Nessuno spiraglio per i quaranta vigilanti licenziati da Scortitalia, la società di trasporto valori e security ora in liquidazione. Nulla di fatto in Prefettura, dove il massimo rappresentante provinciale dello Stato Fulvio Rocco De Marinis ha incontrato i sindacati e una delegazione di lavoratori per il secondo appuntamento sull'emergenza occupazionale aperta dalla chiusura dell'agenzia con sede in via Piaggio. «Nel limbo in cui si trova la questione Scortitalia sul versante del tribunale fallimentare», spiega Fabio Urbini, segretario regionale di Ugl-Sicurezza civile, «ci si attendeva almeno qualche novità dalle istituzioni, che nel primo incontro, a ottobre, avevano promesso soluzioni per la ricollocazione di questi lavoratori in mobilità in altri istituti di vigilanza». Per la Uil-Tucs, l'altro sindacato che aveva sottoscritto l'avvio della procedura di mobilità (i sindacati di categoria di Cgil e Cisl non hanno invece firmato), c'erano il segretario regionale Mario Miccoli e Alberto Stampone, mentre al tavolo hanno partecipato rappresentanti degli istituti Aquila, Vigilantes, Italpol e Federalpol. «Siamo consapevoli», osserva Urbini, «che la Prefettura non ha competenza sugli atti giudiziari, ma è impossibile da tacere la strana situazione che ci vede nell'impossibilità di accedere agli incartamenti nonostante tempo fa il nostro legale aveva richiesto di prendere visione dei documenti, vedendosi negare l'autorizzazione. Sta però di fatto che non sappiamo ancora nulla sui reali motivi che hanno portato Scortitalia a cessare le attività, non abbiamo riscontri documentati sui crediti che l'istituto denunciava in sofferenza, e il Tribunale non ci ha certamente agevolato». Chiamato in causa da Uil-Tucs come possibile collettore dei vigilantes licenziati, l'Ivri fa invece sapere che se «E' certamente prerogativa del sindacato adoperarsi a tutela dei lavoratori, è parimenti prerogativa dell'imprenditore la responsabilità dell'organizzazione del lavoro della propria azienda, diritto questo pacificamente garantito dai massimi livelli del nostro ordinamento». (f.b.)