Scritte contro la giunta In via Arniense scoppia la protesta

Chieti. Spuntano manifestini di contestazione attaccati ai muri L’accusa agli amministratori: «Incapaci di far rivivere la città»
CHIETI. La protesta corre sui muri di via Arniense. Attaccati ai muri e alle bacheche dei negozi della centralissima strada teatina sono spuntati manifestini contro l’amministrazione comunale. Tutti scritti con lo stesso tratto, dicono più o meno la stessa cosa. «Giunta comunale incapace di far rivivere questa città», si legge su uno. E poi: «Questa città sta morendo. Amministratori cosa fate? Vergogna». Poi ci sono due scritte che riguardano le buche di via Arniense (che però, pur non essendo messa benissimo, non è certamente la strada teatina con più buche): «Via Arniense strada piena di buche. Che vergogna». E ancora: «Le strade piene di buche. Paghiamo le tasse, la giunta comunale non vede e non sente». Infine: «Prima gli uffici adesso il deposito. Avete svuotato questa città, cosa ci state a fare». In questo caso il riferimento è al deposito degli autobus della Tua (la parola Tua è infatti stata aggiunta in un secondo momento) che la società regionale dei trasporti pubblici ha deciso di spostare dalla sede di via dei Peligni, di proprietà della famiglia Gallucci, dislocandolo fuori città. A seguito di una serie di pressioni, tra cui anche quelle del sindaco Umberto Di Primio, la Tua ha però deciso di restare a Chieti, tanto è vero che ha bandito un avviso pubblico per cercare una nuova sede del deposito dentro la città. Stranamente la protesta non è indirizzata verso Di Primio ma verso la giunta comunale. Il nome del sindaco non viene mai fatto e si prende di mira soltanto la giunta comunale. Forse perché Di Primio, dopo due mandati al Comune, non si ripresenterà come candidato sindaco alle prossime elezioni comunali? Se questa fosse la ragione, allora più che di protesta per lo stato della città e le “buche” di via Arniense, si dovrebbe parlare di campagna elettorale mascherata da protesta.
Comunque qualcuno non ha gradito questo tipo di manifestazione del dissenso. Su uno dei manifestini attaccati con lo scotch al muro in cui si accusa la giunta di essere «incapace di far rivere la città, qualcuno ha aggiunto a penna: «E tu che rovini le mura con lo scotch? Contribuisci anche tu!».
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