Scritte sui muri L’Anpi: dal sindaco nessuna lezione
Monta la polemica per la frase dedicata all’antifascismo Art.1-Mdp: Di Primio non condanna gli oltraggi ai partigiani
CHIETI. La scritta politica che ha imbrattato il palazzo storico della Camera di Commercio in piazza Vico continua a dividere la città: «L’Abruzzo è antifascista», questa la scritta lasciata sul muro sabato scorso, nel giorno del corteo di Casapound, e poi coperta. Il primo a schierarsi contro l’atto di vandalismo è stato il sindaco Umberto Di Primio che ha chiesto all’Anpi e ai partiti di sinistra di condannare il gesto. «L’Anpi pratica quotidianamente l’antifascismo, che significa lotta contro ogni tipo di estremismo e rispetto per la libertà», replica l’Anpi, «Di Primio, ex Giovane Italia, ex Fuan, ex Msi-Dn, ex An, ex Ncd e ora di Forza Italia, è l’ultimo a poter dare lezioni. Negli ultimi tempi», denuncia l’Anpi, «sono stati oltraggiati con scritte inneggianti al nazifascismo monumenti e scuole, deturpati con svastiche e altre simbologie fasciste, distrutta una lapide in via Principessa di Piemonte e non risultano prese di posizione di condanna da parte di chi rappresenta, pur con tutti i suoi limiti, la città».
Interviene anche il circolo di Articolo 1-Mdp di Chieti: «Condanniamo ogni scritta che deturpa la nostra città e, soprattutto, sui monumenti che ricordano la storia del nostro Paese. Invitiamo il sindaco a provvedere alla pulizia di tutti gli edifici cittadini imbrattati anche da scritte inneggianti al nazifascismo e ricordiamo che mai, in precedenti occasioni, quando a essere deturpati sono stati i monumenti dedicati ai partigiani con svastiche e scritte inneggianti al fascismo, Di Primio ha rilasciato dichiarazioni di condanna. Questa è becera propaganda politica».

