Scuola in Etiopia ricorda Luciano e Silvana

Progetto della onlus di Lanciano: aula dedicata alla coppia di Castel Frentano morta a Rigopiano
LANCIANO. Sarà intitolata a Silvana Angelucci e Luciano Caporale, i parrucchieri di Castel Frentano scomparsi nella tragedia di Rigopiano, un’aula della nuova scuola realizzata nel villaggio di Maganasse dall’associazione Progetto Etiopia onlus di Lanciano. Una delegazione del sodalizio, guidata dal presidente Angelo Rosato, è partita giovedì alla volta dello Stato africano. Domani nel villaggio di Maganasse, 200 chilometri a sud-ovest della capitale Addis Abbeba, saranno inaugurate le prime tre aule dell’edificio scolastico ristrutturato e che una volta completato ospiterà in tutto circa 300 bambini. In occasione dell’inaugurazione l’associazione apporrà due targhe, una con il nome di Progetto Etiopia onlus che ha finanziato i lavori, e l’altra in memoria dei coniugi Silvana e Luciano, soci molto attivi dell’associazione. I due parrucchieri erano soliti devolvere una giornata d’incasso per le attività del sodalizio frentano, iniziativa adottata e replicata da altri soci. «Lo avevamo annunciato dopo la tragedia dell’hotel Rigopiano (l'albergo travolto da una valanga nel gennaio 2017 , dove sono morte 29 persone, ndc), un momento molto doloroso per tutti», dicono i responsabili di Progetto Etiopia onlus, «e ora, con il consenso della famiglia, apporremo una targa a loro nome. Ci piace ricordarli così». Ma il viaggio in Africa ha anche altri nobili scopi. Uno è il progetto sanità: alla volta dell’Etiopia sono infatti partiti anche il neurologo Maurizio Maddestra, il pediatra Valerio Flacco e due infermiere professionali, Basile e Di Fazio.
«Portiamo un elettrocardiografo e, con l’aiuto dei nostri medici e infermieri, terremo un corso per insegnare ad utilizzarlo agli operatori locali del punto di primo soccorso di Maganasse», spiega l’associazione. Della spedizione fanno inoltre parte il vicepresidente Alvaro Rosi, il fotografo Roberto Colacioppo e i direttori regionale e provinciale della Cia (Confederazione italiana agricoltori), Mariano Nozzi e Alfonso Ottaviano. «Il 14 dicembre abbiamo firmato un protocollo d’intesa con l'Ases, ong della Cia Abruzzo, per uno studio di fattibilità per il progetto acqua», spiegano dal sodalizio, «ovvero la realizzazione di un pozzo nel villaggio dei Gumuz, popolazione che non ha ancora l'acqua potabile».
Stefania Sorge
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