Scuola, sì alla proroga di 600 contratti Covid

22 Marzo 2022

Via libera al rinnovo degli incarichi per docenti e personale Ata. La Cgil: «Adesso vanno stabilizzati»

CHIETI . Il ministro dell’Istruzione ha comunicato che il Consiglio dei ministri ha individuato le risorse per la proroga dei contratti Covid fino al termine delle lezioni. Si tratta di un intervento per garantire la prosecuzione dei contratti in scadenza il 31 marzo prossimo. Un provvedimento che riguarda 55mila lavoratori tra docenti e personale Ata, oltre 600 per la sola provincia di Chieti. Sono i dati forniti dalla Flc Cgil Chieti, che mette in rilievo l’importanza «per continuare a rendere più sicure e accoglienti le nostre scuole, impegnate oltre ad affrontare l’emergenza pandemica anche nell’accoglienza dei minori provenienti dall’Ucraina».
Il sindacato ricorda che i contratti Covid sono stipulati dai dirigenti scolastici per ottenere incarichi temporanei finalizzati “al recupero degli apprendimenti” per i docenti. Per quel che riguarda il personale Ata (amministrativo, tecnico, ausiliario) si tratta invece di posti aggiuntivi per affrontare il contesto epidemiologico. «La proroga di questi contratti fino al termine delle lezioni rappresenta un importante atto che valorizza il lavoro di docenti e Ata», dicono dalla segreteria provinciale della Cgil. «È importante l’impegno del dicastero dell’istruzione a ottenere la copertura finanziaria necessaria alla proroga dei contratti Covid. Adesso occorre rendere stabile questo organico. Da tempo, infatti, stiamo insistendo nel chiedere la conversione di queste risorse in posti di organico aggiuntivo docente e Ata, come misura che va oltre la pandemia. Così facendo si metterebbe la scuola», continua il sindacato, «una volta finita la fase emergenziale, nelle condizioni di contare su quell’organo rafforzato di cui ha bisogno per garantire una migliore qualità del servizio (riduzione del numero di alunni per classe, tempo scuola disteso, interventi per affrontare i temi del recupero e del potenziamento, misure per metterle in sicurezza)». Assegnare questi posti con criteri nazionali, come avviene già per il restante organico, «significherebbe anche mettere la parola fine sugli enormi e ingiusti ritardi nel pagamento degli stipendi al personale che pesa sui contratti Covid». (a.s.)
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