Scuole, 60mila euro per le palestre «Così riparte l’attività sportiva»

La Provincia acquista i macchinari per sanificare sei plessi. Pupillo: «Spese ridotte per le società» La Federvolley attacca: «È tardi, i campionati sono alle porte e gli istituti coinvolti sono pochi»
CHIETI. «Stanzieremo circa 60mila euro per l’acquisto di macchinari per la sanificazione delle palestre scolastiche. Contiamo di installarli entro 20 giorni e in questo modo consentiremo alle associazioni sportive dilettantistiche della provincia di Chieti di utilizzare gli impianti riducendo i costi». L’annuncio del presidente della Provincia, Mario Pupillo, potrebbe mettere un punto alla spinosa questione dell’utilizzo degli impianti, sollevata dal presidente Fipav Abruzzo sud-est Mattia Di Gregorio, e consentirebbe allo sport locale di ripartire dopo quasi un anno. Pupillo ha annunciato che questi macchinari verranno installati in sei scuole, le cui palestre sono state richieste dalle società sportive per le loro attività. Si tratta dell’istituto magistrale “L. Gonzaga” di Chieti, del liceo scientifico “A. Volta” di Francavilla, del liceo classico “Vico” di Ortona, del liceo scientifico “G. Galilei” di Lanciano, dell’istituto “R. Mattioli” di San Salvo, e dell’istituto tecnico economico “Spataro” di Casalbordino. «Ma sono molte altre le scuole quelle che avrebbero bisogno dei macchinari di sanificazione», dice Di Gregorio, «perché tante società non hanno avuto la forza di fare richiesta per l’utilizzo, bloccate dalle spese altissime per la gestione. Vedremo se la Provincia manterrà le sue promesse, ma siamo già fuori tempo massimo perché i campionati sono alle porte».
LA QUESTIONE IMPIANTI Riavvolgiamo il nastro. All’inizio di giugno, il presidente della Fipav territoriale Di Gregorio aveva sollecitato la Provincia di Chieti lanciando un grido d’allarme: le società dilettantistiche non riescono ad accollarsi le spese di sanificazione degli impianti dopo allenamenti e partite. «Ma la Provincia continuava ad insistere con una norma discutibile», sottolinea Di Gregorio, «cioè che ci fosse bisogno della certificazione di una ditta esterna per la sanificazione degli ambienti. Ma così molte associazioni si sono tirate indietro per gli alti costi e lo scorso anno la pallavolo a Lanciano, Vasto e Casalbordino (ma non solo) non è ripartita». Alcuni comuni hanno trovato il modo di venire incontro alle società, ad esempio quelli della provincia di Pescara, che hanno concesso le palestre scolastiche talvolta anche sospendendo i canoni di utilizzo degli impianti «e anche il comune di Chieti si è cominciato a muovere», prosegue Di Gregorio, «attraverso una modifica del regolamento che agevola le società nel percorso burocratico per ottenere la concessione di utilizzo. Ma la situazione negli altri comuni della provincia di Chieti resta disastrosa». IL PUNTO DI INCONTRO La Provincia ha annunciato che in questi giorni chiuderà la trattativa per l’acquisto dei circa 24 macchinari (4 per ogni scuola) da posizionare «nelle palestre dei sei istituti della provincia per cui le società, finora, hanno fatto richiesta di utilizzo», dice il presidente Pupillo. La spesa totale, sostenuta interamente dalla Provincia, dovrebbe aggirarsi sui 60mila euro: «Questi macchinari resteranno a disposizione delle scuole. La speranza è di riuscire ad installarli entro 20 giorni».
I NODI IRRISOLTI Si tratta di una svolta importante che potrebbe consentire a parecchie società di tornare a svolgere l’attività sportiva dopo più di un anno di stop. Ma secondo Di Gregorio restano ancora parecchie le criticità da risolvere: «Ho scritto più volte alla Provincia chiedendo che fossimo ascoltati. Mi hanno convocato a giugno e ho spiegato che la questione era urgente, altrimenti lo sport si sarebbe fermato per un altro anno. Raggiunto un primo accordo, mi aspettavo che la questione fosse risolta e invece hanno tirato dritto senza rispondermi più. E ora hanno scelto una strada molto più dispendiosa, economicamente, anziché rimuovere quella norma di difficile comprensione». Secondo Di Gregorio, i il compromesso trovato dalla Provincia arriva con notevole ritardo «perché i campionati stanno iniziando e le società non sono ancora rientrate nelle palestre». La modalità di scelta delle scuole, poi, secondo Di Gregorio «è assurda: comprare macchinari solo per gli istituti per cui è arrivata richiesta formale dalle associazioni è follia. Molte non hanno fatto richiesta perché sanno di non poter sostenere certe spese. E inoltre la Provincia ne ha trascurate alcune. Tra queste, il liceo “Pantini Pudente” di Vasto (per cui aveva fatto richiesta un’associazione sportiva), l’Iis “De Titta-Fermi” di Lanciano. Ci sono decine di società in questa situazione e il problema non può considerarsi risolto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

