Scuole, chiesti fondi per interventi anti-sisma

13 Ottobre 2017

Guardiagrele. Il sindaco Dal Pozzo: impegno sul plesso dei Cappuccini, domanda alla Regione

GUARDIAGRELE. Prosegue l’impegno dell’amministrazione comunale in materia di edilizia scolastica. «Alla Regione», ricorda il sindaco Simone Dal Pozzo, «abbiamo chiesto un finanziamento per un intervento sul plesso scolastico del rione Cappuccini che lo scorso aprile è stato inserito in un elenco aggiuntivo, approvato dalla giunta regionale. La nostra scuola», spiega Dal Pozzo, «che non è sede di Coc e che lo scorso anno ha finalmente eseguito le verifiche di vulnerabilità, necessita di una serie di interventi per i quali dobbiamo dotarci anche della necessaria progettazione».
Il primo cittadino, ricorda che il Comune di Guardiagrele, come altri nella regione, non ha avuto accesso ai fondi straordinari di cui al decreto legge 50/2017. «In realtà», spiega Dal Pozzo, «non si tratta di una vera esclusione, ma della conseguenza della norma, che ammette al finanziamento solo i Comuni che si trovano in zona sismica 1, ai sensi di una ordinanza del presidente del Consiglio del 2006. Tale ordinanza, assegna le zone sismiche in base al solo valore dell’accelerazione al suolo e la nostra cittadina, come altri Comuni, in base a questo solo parametro e in mancanza di un atto della Regione, che poteva essere adottato a partire da maggio 2006, si trova in zona sismica 2. Insomma», precisa Dal Pozzo, «è la classificazione, fatta solo in base all’accelerazione che ci pone in zona 2, ed è per questo che non abbiamo potuto formulare la domanda». Il primo cittadino ricorda poi che, d’altra parte, la classificazione codificata in un’ordinanza del 2003 e nella successiva delibera della giunta regionale del marzo 2005, pone Guardiagrele, come risulta in ogni documento e studio, in zona sismica 1. Dal Pozzo evidenzia quindi che come si può notare, la materia è estremamente complessa e va quindi maneggiata con molta cura, perché è la base su cui si fondano molte iniziative e azioni che, in fin dei conti, hanno il solo obiettivo di garantire la sicurezza. «È anche vero», osserva Dal Pozzo, «che questa duplicità di classificazioni va chiarita e superata perché, proprio su questo fronte, l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è la mancanza di chiarezza. Per questo, l’amministrazione comunale ha posto il problema all’Anci e si è confrontata con gli uffici regionali nel corso delle ultime settimane, ma è chiaro che non è nelle nostre possibilità una modifica della legge o l’applicazione di una ordinanza del presidente del Consiglio. Su questi obiettivi», conclude Dal Pozzo, «intendiamo però continuare a lavorare, insieme con quanti vogliono approfondire le questioni in gioco». (g.i.)
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