Scuole, la mensa resta bloccata almeno fino a metà dicembre

23 Ottobre 2021

Ferrara: «Nessuna azienda si è mostrata interessata a svolgere il servizio alle nostre condizioni» E si allunga l’iter per trovare una soluzione al problema in attesa della sentenza definitiva del Tar

CHIETI. Se tutto andrà senza intoppi, la mensa scolastica potrà ripartire a metà dicembre. Lo ha confermato ieri mattina il sindaco Diego Ferrara che ha spiegato come il Comune non possa fare altro che andare avanti con la procedura negoziata per assegnare il servizio, nonostante avesse provato ad accorciare i tempi attraverso un affidamento diretto del servizio.
Per procedere all’affidamento diretto, infatti, sono state contattate quattro ditte che avrebbero potuto svolgere il servizio, nessuna delle quali, però, si è detta interessata alle condizioni proposte dal Comune. Per questo motivo non resta che andare avanti con la strada più lunga. Tecnicamente la procedura negoziata prevede un determinato iter: si parte con la pubblicazione di un avviso che definirà tutti i parametri del servizio, si procederà così alla definizione di un elenco di operatori economici da invitare a formulare le offerte sullo svolgimento del servizio. A quel punto le ditte disponibili faranno pervenire la loro proposta, che sarà valutata in tutti i suoi aspetti per arrivare a un affidamento temporaneo della gestione. Il Comune nominerà un nuovo responsabile del procedimento che dovrebbe imporre un ritmo serrato a tutto l’iter. Nell’avviso, ha assicurato il sindaco Diego Ferrara, l’ente chiederà di inserire una clausola sociale, un meccanismo finalizzato, cioè, al tendenziale mantenimento dell’occupazione, al fine di garantire, per quanto possibile, anche le maestranze che da agosto scorso sono rimaste senza lavoro e senza stipendio.
Intanto monta la protesta, sia quella politica che quella delle famiglie costrette ad arrangiarsi con il panino da casa o a non far fare il tempo pieno ai loro figli. Qualche giorno fa le rappresentanti delle scuole d’infanzia del Comprensivo 1 (Cesarii, Nolli, Brecciarola, Santa Barbara, Brigata Maiella e Madonna degli Angeli) hanno inviato una lettera al Comune chiedendo risposte sulla riattivazione della mensa. Le mamme hanno specificato che la loro protesta nulla aveva a che fare con logiche di tipo politico, da cui prendevano nettamente le distanze.
La politica, invece, continua a scontrarsi nella ricerca di affibbiare le responsabilità del caos-mense scaturito dell’ordinanza del Tar che ha sospeso l’appalto, a seguito del ricorso promosso dall’ex gestore.
Per la minoranza, la giunta comunale avrebbe dovuto predisporre un piano B di fronte a un appalto così corposo, come quello del servizio mensa, che prevedesse un’alternativa in caso di uno stop forzato del servizio, visto che si era a conoscenza del fatto che c’erano stati dei ricorsi al Tar. Per la maggioranza, invece, chi attacca dovrebbe tacere, visto che la precedente amministrazione comunale avrebbe dovuto provvedere a fare il nuovo appalto per la gestione del servizio, poiché il contratto con il precedente gestore era ormai scaduto e invece è andata avanti con proroghe apparse illegittime e ora attacca la giunta che non ha alcuna responsabilità sul procedimento tecnico finito nel mirino del Tar. La protesta è arrivata anche all’attenzione del prefetto Armando Forgione.
Il gruppo civico del Censorino Teatino si è fatto interprete del malcontento dei genitori della scuola di Via Valera (Istituto comprensivo 2) inviando una petizione in prefettura oltre che in Comune. La richiesta è innanzitutto di ripristinare il servizio e, in secondo luogo, «di poter avere un rimborso delle spese sostenute a causa del disservizio e, se è possibile, portare cibi prima di pranzo e di scaldarli eventualmente a scuola o in classe».
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