Scuole superiori, i cinque presidi: è l’anno del ritorno alla normalità

Aumentano in tutti gli istituti le iscrizioni alle prime classi. Al liceo Masci si attende il nuovo edificio Anticipato il rientro al Gonzaga e al Galiani: «I ragazzi felici di riprendere le lezioni in presenza»
CHIETI. È tutto pronto per il nuovo anno scolastico: domani c’è il suono della prima campanella. Dopo due anni di didattica a distanza e distanziamento sociale, tornano le lezioni in presenza. «Spero che i ragazzi vivano serenamente questa ripresa», dice la preside del liceo classico e del convitto nazionale, Paola Di Renzo. Nuove regole anti-contagio accompagneranno il rientro degli studenti: cade l’obbligo della mascherina durante le ore di lezione e i banchi torneranno ad avvicinarsi. «Gli studenti avranno di nuovo un compagno di banco», spiega il nuovo dirigente scolastico del liceo Isabella Gonzaga, Camillo D’Intino, «si tornerà ad una situazione di pseudo normalità».
Anche all’istituto industriale Luigi di Savoia è tutto pronto per il ritorno dei ragazzi: «Una ripartenza piena e decisa», dice la preside Grazia Angeloni, «seguiremo le nuove linee guida di sanità». All’istituto istituto tecnico statale e commerciale e per geometri Galiani-de Sterlich i protocolli anti-contagio sono scattati dal 7 settembre: «Abbiamo iniziato le lezioni prima», dice la nuova dirigente scolastica Daniela Baldassare, «presto ci saranno sopralluoghi per la salubrità dell’aria nelle aule».
Rientro in anticipo anche per gli studenti del Gonzaga: «Ci siamo dedicati all’accoglienza delle classe prime dei nostri tre indirizzi», riprende D’Intino, «abbiamo presentato agli studenti e alle loro famiglie la nostra offerta formativa». Il nuovo anno parte con una crescita di iscrizioni negli istituti teatini: «C'è un costante aumento di studenti», commenta Di Renzo. Al liceo classico si sono formate quattro classi prime per le superiori e tre per il liceo artistico; al Gonzaga, invece, sette classi prime su tutti e tre gli indirizzi e, per il Galiani-de Sterlich, cinque classi. Il Savoia è pronto ad accogliere 1.500 nuovi studenti e, il liceo scientifico Masci, «quasi 160 iscritti», dice la dirigente Sara Solipaca, che ribadisce la difficoltà nella gestione dello spazio: «Siamo in esplosione, abbiamo usato tutto lo spazio disponibile ma siamo allo stremo». In attesa di poter usare gli spazi della caserma Berardi, la popolazione scolastica del Masci si trova attualmente divisa tra l’ex seminario regionale, la sede storica in via Vernia e una succursale allo Scalo, in via Maestri del lavoro, nell’edificio del De Sterlich. «Impensabile una quarta sede», aggiunge Solipaca, «ci auguriamo di festeggiare il centenario dell’istituto nella caserma Berardi».
Nuovi spazi a disposizione, invece, per il liceo classico: «La grande gioia è riunificare tutte le classi nella storica sede centrale di corso Marrucino», dice Di Renzo. A causa dell’affollamento scolastico e delle distanze anti-contagio, gli studenti del liceo classico svolgevano lezione nell’istituto Chiarini-De Lollis. Gli investimenti della Provincia hanno reso possibile la ristrutturazione di otto aule nel terzo piano del convitto nazionale: «Sono locali di 50 metri quadri con finestre luminose e panoramiche», aggiunge la preside.
L’apertura del nuovo anno scolastico sarà l’occasione per inaugurare il liceo artistico Nicola da Guardiagrele nella sede dell’ex Ciapi, allo Scalo. «Oggi possiamo vantare una scuola completamente rinnovata», prosegue Di Renzo. Alle sede principale del Savoia torneranno anche gli studenti delle 12 classi che erano stati dislocati all’istituto Pomilio: «Ma, se l'indice pandemico si rialzasse e il ministero disponesse nuove normative, allora saremmo costretti a tornare alla misura precedente», avverte Angeloni. Quanto al corpo docenti del nuovo anno, «come di consueto mancano ancora delle cattedre», osserva D’Intino. Lo stesso discorso vale per le altre scuole superiori.

