Se cadi di giorno nella buca il Comune non ti rimborsa

7 Giugno 2017

Recenti sentenze della Cassazione sollevano da responsabilità l’ente pubblico Ma le richieste di danni sono in aumento per via di strade e marciapiedi disastrati

LANCIANO. Piedi, ginocchia e articolazioni messi a dura prova su marciapiedi e strade pieni di buche. Trappole per caviglie, piste da cross per passeggini, carrozzine dei diversamente abili e motociclette. Slogature, lussazioni e fratture sono quasi all’ordine del giorno. Al pronto soccorso dell’ospedale Renzetti e nel reparto di ortopedia è infatti un susseguirsi di medicazioni, fasciature, operazioni, mentre in Comune fioccano denunce e richieste di risarcimento danni. Le cadute sono un duro colpo per i malcapitati cittadini ma anche per le casse comunali. L’amministrazione finora ha pagato circa 90.000 euro all’anno per risarcire i danni ad auto e persone.
Ma recenti sentenze della Cassazione pongono limiti alla responsabilità della pubblica amministrazione. Se si cade, ad esempio, di giorno, quando l’ostacolo dovrebbe essere visibile, la colpa è del distratto pedone, non della buca in strada o del marciapiede sconnesso e quindi non del Comune proprietario. «Presto molta attenzione quando cammino», dice L.C.D., 62 anni, che giorni fa si è rotta il piede camminando sul marciapiede in viale Delle Rose, «ma tra le radici degli alberi, le mattonelle rotte e le voragini è difficile restare in piedi!». «Mi sono fratturata il metatarso cadendo sul marciapiede di viale Della Rimembranza», racconta una giovane commerciante del centro, «da allora ho la fasciatura zincata che mi ha portato altri problemi». C’è anche a chi è andata peggio e ha dovuto ricorrere ad intervento chirurgico. «Mia madre stava camminando in via Veneto», racconta L.R., «è inciampata in una buca e cadendo si è spezzata il polso e rotta il femore. È stata appena operata. Queste strade e marciapiedi sono indecenti». E in effetti tra centro e periferia le vie sono disseminate di buche, avvallamenti e tratti privi di asfalto. I marciapiedi hanno mattonelle divelte, cemento sgretolato. Le nevicate invernali hanno avuto il loro peso ma la situazione in alcuni tratti come via Piave, via Zara, via Isonzo, via Veneto in direzione dei Viali, viale della Rimembranza, le traverse di corso Trento e Trieste, come via Bocache, sono al limite della praticabilità. Per non parlare delle vie interne dei Cappuccini e di alcune strade a ridosso dell’ospedale. Ancora, in via Panoramica la strada è una groviera con buche profonde, crepe e tratti di asfalto rattoppati alla meglio, che sono peggio delle buche stesse. Fioccano quindi le denunce in Comune per cadute e danni alle auto e alle persone. «Sono aumentate nell’ultimo anno», conferma il dirigente del settore legale Giovanni Carlini, «per la maggior parte riguardano risarcimenti per danni subiti a causa di cadute per le buche stradali. Diciamo che in periferia il problema sono le buche nelle strade, in centro i marciapiedi. Il Comune è corso ai ripari stanziando 600mila euro per i lavori su strade e marciapiedi. E con un lavoro certosino per scovare chi sulle cadute “ci marcia”». Ormai non sono tempi facili per i rimborsi, che l’ente paga direttamente se sotto i 2.500 euro. Recenti sentenze della Cassazione hanno, infatti, liberato il Comune da responsabilità «tutte le volte in cui non vi sia, sulla strada, “insidia” o “trabocchetto”, ossia condizioni tali da far cadere in fallo anche una persona che utilizza l’ordinaria prudenza nell’incedere per il proprio tragitto». Insomma se inciampi e l’ostacolo era facilmente visibile, perché di giorno, allora è tua la colpa di non aver prestato attenzione. Anche se ogni caso è a sé.
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