Se vuoi la pagella paghi 50 cent in banca

Bucchianico, la scuola non può permettersi fotocopie: genitori costretti a fare il mini-bonifico
BUCCHIANICO. «Bimbi, quanto costa la pagella?». E loro rispondono in coro «Cinquanta centesimi signora maestra».Esatto, promossi.
A Bucchianico lo sanno tutti: se vuoi la fotocopia della pagella con i voti in matematica, italiano, storia ecc ecc, devi pagare. La scuola è rimasta al verde. Non ha più soldi nemmeno per fare le fotocopie. Così ha chiesto ai genitori degli alunni, che qui sono davvero tanti, un mini contributo. Oddio, non ci sarebbe nulla di male: 50 cent non si negano neppure al più povero dei poveri che chiede l’elemosina davanti al santuario di San Camillo. Ma a Bucchianico non basta consegnare i 50 cent nelle mani dell’addetta alla segreteria dell’istituto comprensivo che raccoglie scuole primarie e secondarie di tre Comuni, oltre al paese del Santo, anche di Villamagna e Vacri. Una circolare della scuola impone infatti alle famiglie di pagare l’importo con un bonifico bancario sul conto corrente della scuola. «Per ovviare a spese di copia fotostatica, non sostenibili dalla scuola, i genitori interessati ad acquisire copia della pagella effettueranno bonifico sul c/c della scuola, pari all’importo di 50 centesimi per copia». Sì, avete letto bene: per ritirare la copia della pagella, centinaia di famiglie dovranno fare la fila in banca e versare, oltre alla mini somma, anche la tassa per il bonifico, che è di due euro e rotti.
La scuola di Bucchianico rischia di diventare, per la seconda volta, caso nazionale dopo la circolare anti-mascherine, firmata dalla dirigente che, a Carnevale, vietò ai bimbi più piccoli di arrivare in classe vestiti da Peppa Pig, fatina o Ironman. Grazia Angeloni, la dirigente, allora spiegò che era giusto così per non creare disagi ai bimbi più poveri e impegni extra alle bidelle. Anche adesso avrà i suoi buoni motivi. Ma ieri , a scuola, dalle 16 alle 17,30, è accaduto di tutto e di più. Primo perché nessun genitore ha potuto ritirare la pagella del proprio bimbo, visto l’orario. E difficilmente lo farà oggi, sottoponendosi alla fila in banca. Secondo, si è subito scatenata la reazione su Facebook. I papà hanno annunciato ricorsi perché, dicono, «la pagella è un diritto» e «a inizio anno abbiamo versato 11 euro per queste spese». Terzo, le maestra, solidale con le famiglie, si sono date da fare copiando i voti su pezzetti di carta. Meglio di niente...(l.c.)

