Seconda ambulanza 118 La Asl: il servizio è attivo

25 Luglio 2018

Marcozzi (M5S): il mezzo operativo solo pochi giorni perché manca l’infermiere Il manager Flacco replica: il problema, temporaneo, è stato affrontato e risolto

LANCIANO. Ventidue interventi in 19 giorni effettivi di servizio: due codici rossi, 17 gialli e tre codici verdi. Sono i numeri della seconda unità del 118 che a Lanciano è operativa dal primo luglio scorso (con uno stop di quattro giorni dal 16 al 19) e lo sarà fino al primo ottobre. Un’ambulanza India, ossia con autista soccorritore e infermiere, che fa da supporto alla prima e, finora unica, ambulanza 118 a disposizione di una popolazione di 65.000 abitanti e che arriva a 100.000 in estate. Una seconda unità che lavora 12 ore al giorno, dalle 8 alle 20, e chiesta da anni.
I DUBBI DEL M5S. Ma la consigliera regionale del M5S Sara Marcozzi insinua dubbi sul funzionamento del servizio. Parla di «grande bluff» e di una «seconda unità di 118 che è stata operativa per alcuni giorni e poi ha dovuto interrompere le prestazioni poiché manca l’infermiere, figura professionale indispensabile per permettere al mezzo di prestare servizio». E ricorda di una pensionata caduta, la settimana scorsa, su un marciapiede a pochi metri dall’ospedale Renzetti, la quale ha dovuto attendere oltre venti minuti prima di ricevere soccorso dall’ambulanza giunta da Ortona. Questo perché la seconda unità 118 di Lanciano era in effetti ferma: mancava l’infermiere. La presenza di questa figura deve essere garantita dalla azienda sanitaria e questo, secondo la Marcozzi, non avviene. «La Asl», dice la consigliera regionale, «deve colmare questa imbarazzante carenza di personale. Se non lo fa, il mezzo non può uscire e, oltre ad essere responsabile di un disservizio che riguarda la tutela della salute, l’azienda sanitaria dovrebbe giustificare i costi del contratto stipulato con la cooperativa per un servizio non offerto alla cittadinanza. Potrebbe addirittura configurarsi un danno erariale».
LA REPLICA DELLA ASL. L’appalto aggiudicato alla cooperativa Croce Gialla prevede che la cooperativa metta a disposizione autista soccorritore e ambulanza. L’infermiere doveva metterlo la Asl, ma finora è stata la Croce Gialla a farsene carico per garantire un servizio indispensabile per la popolazione. «Nessun bluff né danno erariale», taglia corto il manager Asl Pasquale Flacco, «fino a ieri la seconda unità 118 ha effettuato 22 interventi. Vi è stato un problema per soli quattro giorni, dal 16 al 19 luglio, dovuto all’indisponibilità di un infermiere, ma l’ambulanza con l’autista soccorritore è rimasta a disposizione per i codici verdi e le urgenze sono state come sempre garantite dal primo equipaggio del 118. Il problema, temporaneo, è stato risolto». Risolto perché la Asl ha deciso di allargare la convenzione e affidare alla cooperativa anche il compito di reperire l’infermiere. Quindi, la sperimentazione della seconda unità può continuare e si spera possa dimostrare, numeri alla mano, l’importanza della sua presenza non solo per quattro mesi, perché assicura agli utenti tempi di soccorso entro i limiti di legge e permette di lasciare coperte le aree interne con le unità di Casoli e Atessa, che non devono più arrivare a Lanciano.
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