Sentenza in bilico: decide la Cassazione

A Roma la richiesta di spostare il processo mentre martedì il giudice di Lanciano si esprime anche sull’alibi di Colteanu
LANCIANO. Prima la richiesta di spostamento del processo da Lanciano, poi quella dei termini a difesa e infine la consegna al giudice della memoria in cui Alexandru Bogdan Colteanu dice di non aver preso parte alla rapina e che la notte dell’assalto era all’Hotel Alba. Sono i colpi di scena che in pochi giorni hanno scosso il processo in corso - con rito abbreviato - contro i romeni coinvolti nella rapina nella villa dei coniugi Martelli- Bazzan avvenuta il 23 settembre 2018. Ad infiammare il processo le due richieste avanzate dai nuovi legali di Colteanu, Rocco Ciotti e Alessandra Acciaro di Teramo. La prima è pendente in Cassazione per lo spostamento del processo da Lanciano per legittimo sospetto: “Vista la grave situazione ambientale locale che si è creata attorno alla vicenda della rapina si potrebbe pregiudicare la libera determinazione delle persone che partecipano al processo”. Richiesta bypassata dal giudice Giovani Nappi nell’udienza del 30 settembre in cui ha permesso al procuratore Mirvana Di Serio di fare la requisitoria e le richieste di condanna per i romeni accusati di rapina pluriaggravata, lesioni gravissime, sequestro di persona e porto abusivo di armi: 18 anni per Colteanu, colui che avrebbe tagliato il padiglione auricolare a Niva Bazzan con un coltello di circa 11 centimetri e pestato il marito medico Carlo Martelli; 14 anni per Marius Adrian Martin, la mente del gruppo, Ruset Aurel e Costantin Turlica che sarebbero entrati in villa; 12 anni per Ion Turlica e per George Ghiviziu, considerati i "pali"; 2 per Traian Jacota accusato di favoreggiamento.
La seconda richiesta dei legali è stata accolta: il gip ha concesso i termini a difesa rinviando le arringhe difensive degli avvocati e la sentenza all’8 ottobre. Se ci sarà la sentenza. Se infatti la Cassazione dovesse accogliere lo spostamento del processo, la sentenza sarebbe inutile; si ripartirebbe da capo in altro tribunale.
Ultimo colpo di scena, la memoria consegnata giovedì al giudice a Lanciano, in cui Colteanu dà la sua versione dei fatti, dopo un anno di silenzio. Rispedisce al mittente le accuse dei Turlica e di Ruset di essere stato il braccio violento della gang: «Sono estraneo a questo fatto perché quando è accaduto mi trovavo all’Hotel Alba di Lanciano, fino a una certa ora in compagnia del proprietario. Ero sotto falsa identità perché latitante, ma sono stato registrato. Ho fatto numerose telefonate, si può verificare la cella telefonica». Colteanu potrà rendere dichiarazioni spontanee in udienza. Parlerà? Di certo non lo ha fatto il proprietario dell’Hotel Alba: «Non rilascio dichiarazioni», ha tagliato corto. Martedì i legali avranno un obiettivo comune: ridurre le pene chieste dalla Procura, considerate spropositate.
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