Sentieri spariti e rifugio di balordi Diocleziano ridotto a una giungla

24 Maggio 2023

Il parco in pieno centro era stato un cavallo di battaglia elettorale, ma resta ancora abbandonato Nessuno si fa avanti per la gestione, mentre il Comune spende trentamila euro all’anno per la pulizia

LANCIANO . Cinque anni per costruirlo, dieci anni di apertura a spizzichi e bocconi e da cinque anni chiuso. È il parco Diocleziano che, negli ultimi mesi, sembra essere tornato indietro nel tempo, a quando prima dei lavori della Provincia e della seconda giunta Paolini, era un area boschiva. Dei sentieri e del camminamento centrale in pietra inaugurati nel 2008 nessuna traccia. Nessuna traccia da ben 5 anni, da quando il parco è stato chiuso dopo l’alluvione che colpì la città nel giugno 2018 e distrusse quasi l’area. Poi problemi per le frane e l’umidità, e a peggiorare la situazione ci hanno pensato le mani dell’uomo, di vandali e tossici: staccionate della recinzione e interne distrutte, panchine spaccate, struttura in cemento con i vetri in frantumi, bagni distrutti e scritte sui muri. Struttura che neanche si vede più ricoperta dalla fitta vegetazione. Erba, arbusti e canne sono ovunque e altissime.
Eppure la sistemazione del parco Diocleziano per l’amministrazione Paolini era una priorità. Durante la campagna elettorale Filippo Paolini stesso girò un video in cui mostrava l’incuria del parco: «La devastazione che c’è nel Diocleziano è frutto di 10 anni di abbandono da parte dell’amministrazione Pupillo», diceva il primo cittadino. Ma la situazione ad oggi non è affatto cambiata. Anzi, è peggiorata. Gli unici frequentatori del parco dai cancelli chiusi, ma inutilmente visto che con le staccionate a terra si entra ovunque, sono i senzatetto – ci sono alcuni giubbini lasciati a terra a mo di giacigli – e tossici. I sentieri non ci sono più, panchine, cestini e lampioni sono inghiottiti dalla vegetazione.
«Sappiamo qual è la situazione del Diocleziano», risponde Paolini, «le erbacce sono diventate così a causa delle piogge di questi giorni e infatti è un problema in tutta la città che sta affrontando da settimane l’assessore Tonia Paolucci, ma il lavoro al Diocleziano è diverso. La pulizia si è fatta anche lo scorso anno con le manifestazioni Legambiente, la rifaremo come sempre, ma il problema è soprattutto la sistemazione di recinzioni, percorsi e della struttura in cemento: ci vogliono molti soldi per sistemarla, almeno 120mila euro se i lavori li fa il Comune, ma per metterla a posto ci vuole un progetto. E alcuni progetti, anche sociali, c’erano grazie a delle offerte arrivate tramite la gestione dei beni comuni e ne eravamo felici. Proprio l’affidamento a una cooperativa o un’associazione che in cambio sfrutta la struttura per eventi è la strada per far vivere il parco secondo noi, ma è tutto in stand by. Dopo che le associazioni hanno visto l’edificio (e anche gli altri lavori da fare, ndc) e visto che di questi tempi fare investimenti non è affatto facile, si sono fermate. Per ora assicuriamo la pulizia (che costa circa 30mila euro, ndc), poi dobbiamo decidere cosa fare della struttura e di conseguenza come comportarci».
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