Senz’acqua anche la zona alta della città

Rubinetti a secco di giorno e chiusure notturne anticipate alle 22 rispetto alle 23.30. L’Aca: «Anomalie nei consumi»
CHIETI. Chieti alta a secco anche di giorno e le nuove chiusure notturne non partiranno più alle 23.30, come chiesto dal Comune, ma alle 22. Si aggrava l’emergenza idrica in città e monta la protesta. Interi quartieri della parta alta hanno sofferto di mancanza d’acqua, assolutamente imprevista, durante la giornata di ieri, mentre le chiusure notturne anticipate di un’ora e mezza svantaggiano particolarmente pub e ristoranti che lavorano di notte. E le prossime giornate non andranno meglio.
L’Aca ha riunito ieri tutti i sindaci interessati maggiormente dall’emergenza idrica e ha spiegato che la situazione è ancora molto critica almeno per le prossime due settimane. Le chiusure notturne, infatti, sono state aumentate non solo a Chieti ma in molti altri centri. L’incontro si è svolto ieri pomeriggio nella sede pescarese dell’Aca. C'erano la presidente Giovanna Brandelli e gli amministratori di Chieti, Pescara, Silvi, Città Sant’Angelo, Montesilvano e Francavilla al Mare. Per Chieti c’erano il sindaco Diego Ferrara e il presidente del consiglio comunale Luigi Febo. Entrambi hanno assicurato che faranno «di tutto per tutelare la cittadinanza teatina».
«I consumi anomali che si registrano con le alte temperature di questi giorni», ha detto Brandelli, «in un contesto di carenza alle sorgenti, come registrato dall’Osservatorio regionale, e l’interruzione del servizio da parte del Consorzio di bonifica determinano repentini abbassamenti dei livelli idrici dei serbatoi presenti sul territorio e carenza in distribuzione, in special modo nelle ore di punta della giornata, nei fine settimana e nelle zone a più alto afflusso turistico». Ed è dunque per questo motivo che ieri, intorno a mezzogiorno, molte zone di Chieti alta sono rimaste senz’acqua.
I sindaci, ha fatto sapere l’Aca, si sono impegnati a invitare tutta la cittadinanza, anche in linea con la lettera del prefetto Armando Forgione arrivata ieri all’Aca, «a limitare e a razionalizzare il consumo di acqua potabile vietando il lavaggio di aree cortilizie e piazzali, il lavaggio domestico di veicoli a motore, l’innaffiamento dei giardini, orti e prati, il riempimento di piscine, fontane ornamentali, vasche da giardino e il funzionamento di fontanelle a getto». L’Aca, da parte sua, si è impegnata a proseguire il servizio del pronto soccorso idrico per rifornire di acqua le palazzine con autoclavi, ad attivare un servizio con autobotti anche per autoclavi pubbliche, come quelle delle scuole e dei palazzetti dello sport, per la distribuzione di acqua, tramite la protezione civile, alla popolazione sprovvista di autoclave e a distribuire bottiglie di acqua a tutte le residenze anziani presenti nei territori dei comuni di crisi nel week end di Ferragosto.
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